Educ-azione
Sostenibilità, ambiente ed educazione sembrano legate tra loro con forza dall’urgente bisogno di una società che veda nel cambiamento (sia individuale che collettivo) e nell’attenzione alle emergenze (sociali ed ambientali) le chiavi per la propria sopravvivenza futura. L’Educazione Ambientale ha fatto propria questa idea di cambiamento, modificandosi nel tempo in relazione alle differenti situazioni che hanno convogliato l’attenzione delle genti, delle nazioni e degli organismi internazionali. In un primo periodo (anni ’70), è prevalsa un’impostazione informativa (conoscenza dell’ambiente e delle sue dinamiche), ritenuta sufficiente per sviluppare nell’uomo un forte senso di responsabilità in grado di tradursi in un concreto miglioramento dell’ambiente. Attraverso varie tappe, quindi (Vedi box), si è arrivati a rivolgere un’attenzione sempre più forte ai comportamenti quotidiani, fondamentali per il perseguimento di un nuovo tipo di sviluppo. L’educazione “ha un ruolo critico nel promuovere lo sviluppo sostenibile”, si legge infatti nel Capitolo 36 dell’ Agenda 21, uno dei documenti elaborati nell’ambito della Conferenza Intergovernativa di Rio de Janeiro (1992).
Se si accetta questa nuova sfida, l’Educazione Ambientale, pertanto, non può ridursi ad essere solamente una trasmissione pura e semplice di conoscenze e di valori, ma deve inevitabilmente muoversi nel tentativo di cambiare negli individui il modo di pensare e di relazionarsi al resto del Pianeta, promuovendo nella scuola, così come nei diversi contesti in cui si articola la vita, competenze, conoscenze e atteggiamenti che consentano di ripensare “con saggezza” la nostra relazione con il Mondo.
Tutto ciò si colloca in una visione più ampia e complessa dell’educazione “al” e “per” il futuro e dei saperi necessari per affrontarlo, che impedisce una riduzione dell’Educazione Ambientale a semplice strumento per la salvaguardia dell’ambiente naturale e che richiede sempre più decisamente che si configuri come una forma di educazione alla cittadinanza, alla partecipazione critica, all’assunzione di responsabilità in azioni e decisioni che riguardano l’ambiente nella sua globalità.
Coerentemente con questi presupposti, l’Educazione Ambientale propone all’educazione una sorta di sfida: non è più riducibile, ad un programma, un libro, una tecnica da seguire, ma sempre più richiede di configurarsi come un percorso che si costruisce in itinere, adattandosi di volta in volta ai contesti entro cui si sviluppa.









