Indicatori di qualità ambientale

9 Fonte: G.PERIN –AMBIENTE E SALUTE – ED. 12-11-2004- INDICI AMBIENTALI

 

L’enorme quantità di dati ambientali, sempre in aumento, ha reso sempre più difficile la loro comprensione. Sembra un assurdo ma, quanto più sofisticati sono i sistemi di raccolta e, quindi, quanto più grande é il numero delle informazioni che si possono archiviare, tanto più difficile é estrarre da quella massa d'informazioni, quelle che realmente servono alla comprensione del fenomeno.

Spesso inoltre, in un paese democratico in cui l’informazione deve essere sempre disponibile per tutti i cittadini, la difficoltà dell’interpretazione riassuntiva si presta a stravolgimenti ed ad interpretazioni forzose e strumentali.

Nel campo ambientale l’opinione pubblica necessità di sapere se il sistema ambiente sta migliorando o peggiorando; ma di tale informazione necessita anche il tecnico ed il ricercatore il cui lavoro tende proprio a trovare soluzioni tecnologiche adeguate per migliorare il sistema ambientale con interventi in tempo reale programmando opportunamente le risorse e gli indirizzi di ricerca.

Un modo di risolvere il problema é quello degli indici di qualità, vale a dire di definire un modo di esprimere le variabili ambientali, rappresentate dalla somma delle variabili d'inquinamento.

Con variabile d’inquinamento s’intende ogni quantità fisica, chimica o biologica che serva come misura dell'inquinamento ambientale.

Queste variabili che indicano l’andamento del livello di contaminazione dell’ambiente sono chiamate variabili d’inquinamento della qualità ambientale e possono anche essere definite come indicatori ambientali.

Aggregando matematicamente questi indicatori ambientali si ottiene quello che è propriamente l’indice di qualità ambientale. L’indice é di solito un singolo numero derivato da uno o più indicatori chiamati subindici.

Il numero degli indicatori utilizzati contemporaneamente per produrre l’indice generale e quindi dare il quadro della situazione ambientale in quel momento ed in quelle condizioni è chiamato anche profilo di qualità ambientale.

 

 

GLOSSARIO INDICATORI QUALITA’ AMBIENTALE

 

IQA  Indice di qualità dell’aria. L´inquinamento atmosferico è un importante fattore di rischio per la salute umana. Al fine di comunicare alla popolazione in modo semplice ed immediato il livello qualitativo dell’aria che si respira, ARPA Emilia-Romagna ha deciso di definire un indice di qualità dell’aria (IQA) che rappresenti sinteticamente lo stato complessivo dell’inquinamento atmosferico.

Nel calcolo dell´indice per l´Emilia-Romagna si è deciso di includere solo il PM10, l´NO2 e l´O3 che tra gli inquinanti con effetti a breve termine sono quelli che nella regione presentano le maggiori criticità. Sono stati invece esclusi il CO e l´SO2 che hanno conosciuto negli ultimi decenni una drastica diminuzione delle loro concentrazioni tanto da essere ormai stabilmente e ampiamente sotto ai limiti di legge.

I valori dell´indice sono stati raggruppati in cinque classi con una ampiezza degli intervalli uniforme e pari a 50. L´adozione di un numero ridotto di classi è legata alle accuratezza raggiungibile dai modelli previsionali.

 

PM 10 e PM 2.5 Le frazioni PM10 e PM2.5 non sono dei veri e propri indicatori ambientali però dalla loro concentrazione in atmosfera è possibile stabilire il livello di inquinamento dell’aria. PM 10 e PM 2.5 vengono definiti come “quella porzione di particolato raccolta da un sistema di campionamento rispondente a determinate caratteristiche geometriche in relazione ai flussi di prelievo”.

Per la frazione PM10 l’efficienza del sistema di campionamento è del 55% per diametro = 10?m mentre si annulla per valori sopra i 15?m

Per la frazione PM2.5 l’efficienza del sistema di campionamento è del 48% per diametro = 2.5?m mentre si annulla per valori sopra i 4?m

 

LIM Livello Inquinamento da Macrodescrittori. Tiene conto della concentrazione nelle acque dei principali parametri, denominati macrodescrittori, per la caratterizzazione dello stato di inquinamento: nutrienti, sostanze organiche biodegradabili, ossigeno disciolto, inquinamento microbiologico. Attraverso un calcolo si ottiene un punteggio per ciascun parametro. Si sommano i punteggi ottenuti per ciascun parametro e, attraverso una scala predefinita si assegnano delle classi di qualità. Ad ogni valore viene attribuito un livello d'inquinamento: classe 1 = ottimo, classe 2 = buono, classe 3 = sufficiente, classe 4 = scadente, classe 5 pessimo. Ogni classe viene rappresentata con un colore convenzionale: classe 1 = azzurro, classe 2 = verde, classe 3 = giallo, classe 4 = arancio, classe 5 = rosso.

 

IBE Indice Biotico Esteso. Misura l'effetto della qualità chimica e chimico-fisica delle acque sugli organismi macroinvertebrati bentonici che vivono almeno una parte del loro ciclo biologico nell'alveo dei fiumi. La presenza o l'assenza di determinate classi di questi organismi permettono di qualificare il corso d'acqua, attribuendo 5 classi di qualità, dalla classe di qualità elevata (ambiente non inquinato - azzurro) alla classe di qualità scadente (ambiente fortemente inquinato - rosso). Insieme al LIM determina lo stato ecologico dei corsi d'acqua (SECA).

 

SECA Stato Ecologico dei Corsi d'Acqua. È determinato incrociando i valori di LIM e di IBE; come valore di SECA si considera il risultato peggiore tra i due. È rappresentato in 5 classi che vanno da classe 1 = qualità elevata a classe 5 = qualità pessima.

 

SACA Stato Ambientale dei Corsi d'Acqua. Per la valutazione dello stato ambientale si prendono in considerazione anche i microinquinanti (sia organici che metalli pesanti) eventualmente presenti nelle acque fluviali. Se la concentrazione anche di un solo microinquinante è superiore al valore soglia, lo stato ambientale diventa automaticamente scadente o pessimo, se era pessima la classe SECA.

 

BOD (Biochemical Oxygen Demand) Il BOD indica la quantità di ossigeno e dipende dalla concentrazione di sostanza organica demolita in un processo biologico.

Un fiume incontaminato ha solitamente valori di BOD5 minori di 1 mg/l. Un fiume moderatamente inquinato avrà valori di BOD5 fra i 2 e gli 8 mg/l. L'acqua di scarico trattata efficacemente da un impianto di depurazione acque reflue avrà valori di BOD di circa 20 mg/l. L'acqua di scarico non trattata ha valori variabili, mediamente attorno ai 600 mg/l, ma spesso anche maggiori come nel caso degli scarichi di industrie casearie (2000 mg/l) o delle acque di vegetazione degli oleifici (>5000 mg/l). Il valore di BOD5 medio degli scarichi influenti in un impianto di depurazione per liquami urbani è all'incirca di 200 mg/l.

 

COD (Chemical Oxygen Demand) Il COD indica la domanda chimica di ossigeno ovvero la domanda di ossigeno richiesto dagli organismi.

La legge italiana consente lo scarico nei sistemi fognari di acqua il cui COD non sia superiore a 500 mg/L. Acque aventi valori superiori devono essere previamente trattate in modo da rimuoverne gli inquinanti. Per lo scarico in acque superficiali (fiumi, ecc.) il limite ammesso è pari a 120 mg/L.