Inquinamento e salute

10 Fonte: http://www.nonsoloaria.com/inqaeu.htm

 


 

L’inquinamento atmosferico comporta spesso numerose conseguenze a carico della salute, soprattutto nei casi in cui si verifichi un brusco innalzamento delle concentrazioni dei comuni contaminanti dell’aria (inquinamento acuto). In questi casi, l’aumentata esposizione a vari irritanti atmosferici provoca la riduzione della funzionalità polmonare, l’aumento delle malattie respiratorie nei bambini, gli attacchi acuti di bronchite e l’aggravamento dei quadri di asma; il tutto comporta un forte incremento nel numero dei decessi fra le persone più sensibili a determinati inquinanti, come gli anziani o le persone affette da malattie respiratorie e cardiovascolari.

L’effetto dell’inquinamento a bassi livelli e per lungo tempo risulta invece più subdolo e difficile da individuare. Si presume che provochi a breve termine disagio, irritazione, tossicità specifica, affezioni respiratorie acute e, in rari casi, mortalità, soprattutto fra gli anziani affetti da patologie croniche cardiovascolari o respiratorie. Gli effetti a lungo termine causati da una esposizione ad inquinanti presenti a concentrazioni relativamente basse non sono ancora completamente chiari; in ogni caso si ritiene che fra i vari effetti vi sia la comparsa di malattie polmonari croniche aspecifiche (come la bronchite cronica, l’asma e l’enfisema), la formazione di varie neoplasie maligne (cancro polmonare, leucemie) ed un aumento della mortalità per malattie cardiovascolari e respiratorie.

 

GLOSSARIO AGENTI NOCIVI ALLA SALUTE

 

Agenti Cancerogeni: agente o processo che aumenta significativamente l’incidenza di neoplasie, indipendentemente dal meccanismo di azione. Gli agenti cancerogeni si distinguono in genotossici e non-genotossici.

I cancerogeni genotossici sono agenti che significativamente aumentano l’incidenza di tumori in una popolazione e hanno l’abilità di alterare l’informazione genetica.

I cancerogeni non-genotossici (ad azione epigenetica) sono agenti che aumentano significativamente la frequenza di tumori in una popolazione ma non hanno l’abilità di alterare l’informazione genetica.

Sulla base della potenziale cancerogenicità delle sostanze sono state fatte numerose classificazioni.
L’Unione Europea distingue tre diverse categorie: alla prima appartengono le sostanze sicuramente cancerogene per l’uomo; alla seconda quelle che devono essere assimilate ai cancerogeni umani sulla base degli studi condotti sugli animali; alla terza appartengono quelle per le quali gli studi hanno dato risultati preoccupanti, ma non sufficienti ad iscriverle alla seconda categoria.

Il Centro Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) adotta invece la seguente classificazione:
Gruppo 1 : l’agente è sicuramente cancerogeno per l’essere umano;

Gruppo 2A : l’agente è probabilmente cancerogeno per l’essere umano;

Gruppo 2B : l’agente è un possibile cancerogeno per l’essere umano;

Gruppo 3 : l’agente non può essere classificato come cancerogeno per l’essere umano;

Gruppo 4 : l’agente è probabilmente non cancerogeno per l’essere umano.

 

Agenti Mutageni: agente o processo che aumenta la frequenza di mutazioni in una popolazione di cellule o di individui. Gli agenti mutageni si distinguono in mutageni diretti e indiretti.

Mutageni diretti: agenti chimici o fisici che interagiscono direttamente con il DNA modificandolo.

Mutageni indiretti: agenti chimici che non interagiscono direttamente con il DNA, ma attraverso la produzione di radicali reattivi o la interazione con la sintesi, replicazione o mantenimento della sua struttura.

 

Agenti Teratogeni: agente che interferisce con il normale sviluppo dell’embrione. Fra le sostanze teratogene riconosciute o sospette che si possono trovare nell’ambiente vi sono le diossine, il mercurio ed il fumo di sigaretta.

 

Allergeni: Gli allergeni sono gli agenti che causano le allergie. Di varia natura, sono sostanze innocue per le persone normali ma determinano sintomi specifici soprattutto a carico della pelle e dell’apparato respiratorio nelle persone divenute ad esse ipersensibili.

La reazione dell’organismo a queste sostanze è scatenata dal sistema immunitario ed è dovuta alla produzione di particolari anticorpi.

Le allergie si possono manifestare in maniera molto diversa a seconda della loro gravità ed in alcuni casi determinano l’insorgenza dell’asma, dell’orticaria, delle polmoniti da ipersensibilità e degli shock anafilattici. Gli allergeni aerodispersi si possono suddividere in quattro diverse categorie a seconda della loro origine.

Gli allergeni di origine animale sono, per lo più, le parti del corpo e gli escrementi di acari ed insetti, ed anche le piume e i frammenti dell’epidermide dei mammiferi.

Gli allergeni di origine vegetale sono quelli più conosciuti: il polline, le fibre tessili, il pulviscolo di legno e di caffè, i residui delle gomme, gli oli, gli aromi e i profumi. In genere si fanno rientrare in questa categoria anche le spore dei funghi e delle muffe, anche se questi organismi non sono propriamente dei vegetali.
Gli allergeni di origine chimica sono diffusi per lo più negli ambienti chiusi, specialmente nei luoghi di lavoro. In questa categoria rientrano i sali metallici, le resine epossidiche, i residui dei medicinali, gli enzimi, il fumo di tabacco, ecc.

Gli allergeni metallici e minerali vanno a costituire gran parte delle polveri aerodisperse. In ambito professionale sono relativamente diffuse le allergie alla polvere di gesso, di asfalto, di cemento, di nichel, ecc.

 

Agenti nocivi all’apparato respiratorio: Il principale apparato da prendere in considerazione quando si ha a che fare con gli inquinanti dell’aria è il sistema respiratorio. Questo apparato può divenire il bersaglio di una quantità innumerevole di sostanze tossiche oppure può fungere da punto di entrata per tutti quegli agenti che, venendo a contatto col sangue, si diffondono poi nel resto del corpo.

Il tratto respiratorio è tradizionalmente suddiviso in una parte superiore ed in una inferiore. Quella superiore è composta dalla regione nasale, dalla faringe e dalla trachea e serve a riscaldare, inumidire e ripulire l’aria che viene condotta nei polmoni.

I bronchi, i bronchioli e gli alveoli costituiscono il tratto inferiore (o polmoni) dove avviene lo scambio dei gas con il sangue. La forza motrice della respirazione è data dal diaframma, un esteso muscolo che si estende sopra la cavità addominale alla base dei polmoni. Per questo motivo, ogni tossina che agisce negativamente sull’azione del sistema muscolare può avere anche un effetto nocivo sull’apparato respiratorio.

Il particolato aerodisperso penetra abbastanza difficilmente all’interno dei polmoni, in quanto esiste tutta una serie di mezzi anatomici e funzionali che ostacola l’accesso delle polveri.

Al contrario i gas ed i vapori penetrano molto più speditamente nell’organismo ed i composti tossici inalati vengono spesso assorbiti, anche se con modalità diverse per quanto riguarda la quantità ed il punto di assorbimento. Un gas molto solubile in acqua viene assorbito facilmente già nel tratto superiore del sistema respiratorio: può finire nel muco oppure passare attraverso lo strato epiteliale e penetrare così all’interno del corpo. I gas meno solubili, invece, vengono più che altro trasportati nel tratto più profondo dell’apparato respiratorio fino agli alveoli dove l’assorbimento dipende prevalentemente dalle pressioni parziali dei gas nell’aria inspirata.

Gli effetti tossici a carico del sistema respiratorio sono molto vari e possono spaziare da una semplice irritazione e costrizione dei passaggi dell’aria, alla fibrosi polmonare (cambiamenti nella composizione e nel tipo cellulare), all’edema (un’eccessiva ritenzione di fluidi), al cancro.

Da notare che gli effetti irritanti sono solitamente reversibili, comunque l’esposizione cronica ad un irritante può comportare l’insorgenza di un danno permanente a livello cellulare.

L’azione dei composti tossici può quindi variare da un comune senso di malessere e di oppressione al petto, all’anossia, alla tosse cronica, ecc.; in alcuni casi vi può essere la morte.

L’amianto e l’arsenico sono due agenti tossici che rappresentano anche le più comuni cause del cancro ai polmoni.

 

Agenti nocivi al sistema nervoso: Neurotossiche sono tutte quelle sostanze nocive che hanno come organo bersaglio il sistema nervoso.

Gli effetti tossici sul sistema nervoso comprendono principalmente l’alterazione del bilanciamento ionico, l’interferenza con i neurotramettitori chimici o con i loro recettori e l’anossia, cioè la mancanza di ossigeno a livello cellulare. Le cellule nervose hanno infatti un’elevata velocità metabolica e per questo richiedono un maggiore apporto di ossigeno rispetto alle altre cellule del corpo. Dato che un apporto adeguato di ossigeno è essenziale per l’appropriato funzionamento del cervello, ogni sostanza che compromette il flusso del sangue al cervello può causare dei seri danni.

Quindi la tossicità si può manifestare sia a livello generale del cervello, ma anche sulle singole fibre nervose, sulle guaine mieliniche, ecc.

Il piombo è una classica neurotossina, da molto tempo conosciuta per i suoi effetti deleteri. L’estrema pericolosità del piombo si può attribuire in parte ai suoi diversi meccanismi di azione. Può infatti colpire il sistema neuronale danneggiando gli assoni, distruggendo la guaina mielinica ed anche interferendo con i neurotrasmettitori chimici nelle sinapsi. Anche gli insetticidi organofosfati interferiscono con la funzione dei neurotrasmettitori chimici all’interno del sistema nervoso, spesso causando debolezza e paralisi, qualche volta anche la morte.

Altri composti neurotossici diffusi sono l’acrilamide, l’endrin, il dieldrin ed alcune forme di mercurio.

 

Agenti nocivi al fegato: All’interno del corpo umano il fegato svolge un ruolo di fondamentale importanza: rappresenta il punto principale nel quale avviene la biotrasformazione delle sostanze, cioè il loro metabolismo. Questo organo agisce in modo da modificare chimicamente i nutrienti, gli ormoni, i componenti del sangue oramai invecchiati ed anche le sostanze estranee, al fine di ottemperare a vari processi di estrema importanza come il nutrimento, l’immagazzinamento di vitamine e nutrienti, la detossificazione e l’escrezione.
Il fegato svolge un’azione detossificante nei confronti della maggior parte delle sostanze tossiche, anche se in alcuni casi la sua azione metabolica può rivelarsi dannosa. In effetti la sua azione è anche in grado di modificare la struttura delle sostanze pericolose trasformandole in sostanze tossiche e causando così un danno più o meno grave.

Il tetracloruro di carbonio (anche chiamato CFC-10) è probabilmente l’epatotossina più conosciuta e non è tossico per il fegato nella sua forma non metabolizzata. Questa sostanza è una di quelle la cui tossicità viene incrementata dal fegato piuttosto che diminuita. Da notare che gli effetti tossici del CFC-10 vengono accresciuti da una preliminare assunzione di bevande alcoliche.

Altre comuni epatotossine sono il berillio, il cloroformio, il tricloroetilene ed il cloruro di vinile.

L’azione finale delle tossine nel fegato può condurre alla loro accumulazione nel tessuto grasso, all’itterizia, alla morte cellulare (apoptosi), alla cirrosi ed al cancro. Oltre a questo, le sostanze che incrementano o diminuiscono i livelli degli enzimi metabolici nel fegato possono influire sulla tossicità di molti altri composti alterando il loro metabolismo.

 

Agenti nocivi alla riproduzione: Gli inquinanti tossici dell’aria possono causare molte disfunzioni riproduttive diverse.

Vari inquinanti possono determinare una diminuzione della fertilità sia ai danni dell’apparato maschile che di quello femminile. Molti studi scientifici hanno evidenziato che certi idrocarburi policiclici aromatici esercitano un’azione tossica diretta nei confronti degli ovociti. L’esposizione a queste sostanze può addirittura causare una sterilità permanente.

E’ possibile che l’esposizione a determinati composti provochi un’alterazione della normale attività ormonale compromettendo la stessa fecondazione oppure lo sviluppo dell’ovulo fecondato diminuendo così le possibilità di sopravvivenza dell’embrione.

La pericolosità di queste sostanze è tanto maggiore quanto minori sono i disturbi o i malesseri immediati che si manifestano a carico delle persone che ne subiscono l’esposizione.

In effetti, una persona che entra in contatto con una sostanza che colpisce il sistema riproduttivo, spesso si rende conto della gravità della situazione solamente una volta effettuato un controllo della propria fertilità oppure sulla base dei danni che si manifestano nella prole.

Alcuni agenti tossici alterando lo sviluppo embrionale possono comportarsi da potenti teratogeni causando delle anomalie fisiche ai figli oppure determinando un ritardo della loro crescita fisica o mentale o vari effetti tossici a carico di organi specifici. Non sono da escludere nemmeno alterazioni dello sviluppo degli organi sessuali e la definitiva compromissione delle capacità riproduttive dei figli.

Da notare che i bambini possono entrare in contatto con queste sostanze tossiche anche attraverso il latte materno, per cui l’esposizione a questi agenti è assolutamente da evitare anche nel periodo dell’allattamento naturale e non solo durante la gestazione. 

 

Fonte: http://www.nonsoloaria.com/index.htm - Dottor Davide Compagnin