L'inquinamento idrico

8 L'inquinamento idrico è un'alterazione degli ecosistemi che hanno come componente fondamentale l'acqua. Esso è causato da numerosi e differenti fattori, quali gli scarichi diretti o indiretti di attività industriali o delle normali attività umane (come i liquami domestici) che giungono nei fiumi, laghi e mari dai grandi centri urbani senza opportuno trattamento.

L'inquinamento delle acque può derivare anche da cause accidentali, ad esempio gli incidenti alle petroliere.

CAUSE DELL'INQUINAMENTO IDRICO

Il tipo di alterazione sui sistemi idrici può essere di natura chimica o batterica, e le conseguenze possono arrivare a mettere in pericolo la salute della flora e della fauna coinvolta, fino agli uomini, nuocendo il sistema ecologico, alle riserve idriche per uso alimentare, e compromettendo le attrattive turistiche di alcune aree od ostacolare altri usi legittimi delle acque.

Inquinamento idrico è anche lo scarico in bacini idrici di acque a temperature molto elevate, provenienti dai sistemi di raffreddamento delle fabbriche e delle industrie, che portano allo squilibrio dello stato termico dell'acqua e uccidono le forme di vita presenti in essa.

L'inquinamento fluviale da parte degli scarichi agricoli causa l'eutrofizzazione dove i fosfati e i nitrati rilasciati alimentano le alghe che consumano ossigeno e soffocano la vita animale e vegetale.

 

GLOSSARIO CONTAMINANTI ACQUA

Fonte: http://www.arpa.veneto.it/salute/htm/fattori_rischio_metalli.asp

ALLUMINIO L’alluminio è un oligoelemento che può essere pericoloso e persino mortale se assunto in quantità eccessive. La funzione dell’alluminio nella nutrizione umana non è stata stabilita. L’alluminio indebolisce i tessuti del canale alimentare, il tubo digerente dalla bocca all’ano. Molti degli effetti nocivi dell’alluminio vengono dalla distruzione delle vitamine. L’alluminio si combina con molte altre sostanze impedendone l’uso al corpo.

L’alluminio non è mai da solo allo stato naturale ed è parte di molti alimenti di origine animale e vegetale. Può anche essere trovato nell’acqua potabile perché il solfato d’alluminio è un elemento usato nel processo di purificazione dell’acqua e tracce d’alluminio possono restare dopo il filtraggio.        

L’alluminio viene facilmente assorbito dal corpo e accumulato nelle arterie. Le maggiori concentrazioni si trovano nei polmoni, nel fegato, nella tiroide e nel cervello. Generalmente la maggior parte dell’alluminio assunto dal corpo viene poi eliminato.

La maggior parte dell’alluminio assunto con l’alimentazione viene dagli additivi alimentari (come nel caso dei formaggi lavorati).

Il contenuto totale di alluminio nel corpo di un individuo adulto varia da 0 a 150 milligrammi. La quantità media ingerita giornalmente va dai 10 ai 100 milligrammi. Di questa quantità il corpo riesce facilmente a eliminare una percentuale che va dal 74 al 96%.

 

CADMIO Il cadmio è un minerale in traccia tossico che ha una struttura molto simile a quella dello zinco. Il cadmio non ha nessuna funzione biologica nel corpo umano. I suoi effetti tossici nell’organismo vengono tenuti sotto controllo dallo zinco.

I processi di raffinazione disturbano l’importante equilibrio cadmio-zinco. Nel grano intero il rapporto cadmio zinco è di 1 a 20. Il cadmio si trova principalmente negli alimenti raffinati come la farina, il riso e lo zucchero bianco. E’ presente nell’aria, nel fumo di sigaretta e nelle zone inquinate come quelle intorno alle fabbriche di zinco. Inoltre, l’acqua più dolce contiene di solito maggiori quantità di cadmio rispetto all’acqua più dura. L’acqua dolce, soprattutto se acida, assorbe il cadmio dalle tubature metalliche degli acquedotti.
L’avvelenamento da cadmio è un processo estremamente impercettibile, che può andare avanti per tutta la vita. Il cadmio si deposita nei reni, causando problemi renali, e si stabilisce poi nelle arterie, aumentando la pressione arteriosa e causando l’arteriosclerosi.

 

CROMO Il cromo è un minerale essenziale presente in concentrazioni di venti parti di cromo per miliardo di parti di sangue. Il corpo contiene circa 6 mg di questo minerale, mentre il sangue ne contiene circa 20 parti per miliardo. Il cromo è essenziale nella nutrizione sia degli animali che degli uomini. A questo minerale è stato recentemente riconosciuto un ruolo importante nel metabolismo dei carboidrati.

Il livello cromo in aria ed acqua è generalmente basso. Anche nell'acqua potabile il livello di bicromato di potassio è solitamente basso, ma l'acqua di pozzo contaminata può contenere il pericoloso cromo (IV); cromo esavalente, famoso agente cancerogeno per gli esseri umani.

Nel 1958 l'Organizzazione Mondiale della Sanità consigliò una concentrazione massima ammissibile per il cromo esavalente di 0,05 milligrammi per litro nell'acqua potabile, sulla base di misure di salvaguardia per la salute. Tale raccomandazione è stata rivista molte volte, ma il valore fissato non è mai stato elevato.

Le principali attività umane che aumentano le concentrazioni di cromo (VI) sono la lavorazione di sostanza chimiche, tessuti e cuoio, l'elettro pittura ed altre applicazioni industriali del cromo (VI). Queste applicazioni aumentano soprattutto la concentrazione di cromo in acqua. Anche attraverso la combustione del carbone il cromo finisce in aria e attraverso la deposizione dei rifiuti il cromo finisce nel terreno.

Fonte: http://www.lenntech.it/periodica/elementi/cr.htm#ixzz1EbulmBsS

 

MERCURIO Il mercurio è un elemento presente in grande quantità nella biosfera. Si tratta di un elemento altamente tossico responsabile di diverse malattie professionali causate dalla inalazione o dall’ingestione. Il mercurio non ha nessuna funzione essenziale nel corpo umano. Il mercurio nell’alimentazione proviene principalmente dai pesticidi e dai pesci di grandi dimensioni. La quantità di mercurio presente in un pesce è direttamente proporzionale alle dimensioni del pesce. Il mercurio arriva nei laghi, nei fiumi e negli oceani attraverso gli scarichi industriali. Si stabilisce nei batteri che vengono poi assorbiti dalle alghe; i pesci mangiano le alghe e l’uomo mangia i pesci. Il mercurio si concentra migliaia di volte man mano che risale la catena.

 

NICHEL Il nichel è un minerale in traccia essenziale nel corpo umano. Ricerche eseguite su esseri umani e animali mostrano che il nichel ha una funzione nel metabolismo degli ormoni, dei lipidi e della membrana e nell’integrità della membrana cellulare. E’ un attivatore di alcuni enzimi - nel fegato arginasi, tripsina e carbossilasi - e partecipa al metabolismo del glucosio. Se ne trovano quantità importanti nel DNA e nell’RNA e può agire come stabilizzatore di questi acidi nucleici.

Il nichel è un sottoprodotto di molte industrie; si trova nei carburanti per riscaldamento, nel fumo delle sigarette, nei fertilizzanti a base di superfosfato e nei gas di scarico delle autovetture. I grassi e gli oli idrogenati, come la margarina o i condimenti e gli alimenti raffinati e lavorati contengono questo minerale. Tra i cibi il nichel è presente nei frutti di mare, nei cereali, nel grano saraceno, nell’avena, nei legumi, nei semi e nel cavolo.

 

PIOMBO Il piombo è un minerale in traccia altamente tossico. Negli ultimi anni l’avvelenamento da piombo per gli esseri umani ha cambiato provenienza ma ha probabilmente aumentato la sua estensione.
Il corpo umano può tollerare una dose massima di piombo che va da 1 a 2 milligrammi senza intossicarsi. Un chilo di cibo contaminato dal piombo, con un rapporto di 1 parte per milione, contiene un milligrammo di piombo. Ciò non lascia un largo margine di sicurezza.

L’avvelenamento da piombo può venire anche dal consumo di acqua acida e dolce che erode il piombo delle tubature, presenti negli edifici costruiti prima degli anni ‘30, dal metallo per saldare i tubi di rame usato sino al 1986, dai cibi contenuti in recipienti saldati con il piombo (nel 1987 tutti i fabbricanti americani, ad eccezione di una percentuale del 15,9% rispettavano il regolamento che prevede l’uso di altre sostanze), da vernici a base di piombo, cosmetici, sigarette (a causa dell’insetticida a base di piombo usato per il tabacco), dalla combustione del carbone, da scaglie di vernici o rivestimenti a base di piombo e dai gas di scarico dei motori. L’accumulo di piombo nel corpo umano legato ai gas di scarico dei motori è causato direttamente dall’inalazione e indirettamente dal piombo che si deposita nel terreno e nelle piante lungo le autostrade e nelle zone urbane. Attualmente esiste un certo grado di protezione grazie all’introduzione delle marmitte catalitiche; tuttavia la benzina al piombo è ancora in commercio.

 

RAME Il rame è un minerale in traccia presente in tutti i tessuti dell’organismo in quantità che vanno dai 75 ai 100 mg. Durante la crescita la percentuale più alta si trova nei tessuti in via di sviluppo. Ha un ruolo nella respirazione perché partecipa alla sintesi dell’emoglobina, la sostanza che nel sangue trasporta l’ossigeno. Partecipa alla produzione del collagene e del neurotrasmettitore noradrenalina. Il rame è anche uno dei più importanti antiossidanti del sangue e previene l’irrancidimento degli acidi grassi polinsaturi e aiuta la membrana cellulare a rimanere sana.

Il rame è presente in molti enzimi che scompongono o costruiscono i tessuti dell’organismo. Contribuisce alla conversione dell’aminoacido tirosina in un pigmento scuro (melanina) che colora i capelli e la pelle.

 

NITRITI E NITRATI Sono composti dell’azoto presenti nel terreno in concentrazioni variabili. Questi si formano in seguito all’ossidazione, ad opera di batteri nitrificanti, dell’azoto ammoniacale che si libera per decomposizione (fino alla mineralizzazione) della sostanza organica. Negli ecosistemi forestali maturi azoto ammoniacale e nitrati sono assimilati dalle piante che li utilizzano per sintetizzare amminoacidi, proteine ed altre molecole complesse. Quando le piante muoiono i tessuti vanno incontro a processi di decomposizione, che liberano di nuovo nel terreno azoto inorganico disciolto. Questa sequenza di trasformazioni, se pure intrecciata con altre vie di trasferimento (ad esempio con i processi di denitrificazione e azotofissazione), è controllata dalle attività delle biocenosi che consentono di mantenere sostanzialmente stabile il contenuto delle diverse molecole di azoto nelle loro biomasse e nel suolo. Nei sistemi agricoli il ciclo dell’azoto è invece fortemente condizionato dall’uomo: il prelievo di tutta la biomassa vegetale prodotta, infatti, impedisce il ritorno dell’azoto nel terreno, che si impoverisce progressivamente di nutrienti. Per questo motivo si rende necessaria una fertilizzazione sussidiaria, attuata con l’impiego di concimi azotati di sintesi, fanghi di spandimento, liquami zootecnici. I nitrati presenti nei fertilizzanti sono dilavati dalle acque piovane e confluiscono nei corsi d’acqua e nelle falde acquifere. L’inquinamento delle acque sotterranee è amplificato dal sovra-sfruttamento delle risorse idriche del sottosuolo che causa una diminuzione della pressione idrostatica di falda, favorendo ulteriormente l’infiltrazione di acque superficiali ricche di nitrati. La sovra-fertilizzazione dei suoli agricoli è certamente una delle cause principali dell’inquinamento da nitrati delle acque sotterranee; a tale fenomeno per altro concorrono anche gli scarichi fognari civili e industriali.  L’eccesso di nitrati nelle acque sotterranee, che rappresentano, soprattutto nelle zone di pianura, la principale fonte di approvvigionamento di acqua potabile, rappresenta un serio fattore di rischio per la salute umana. All’interno dell’organismo umano, infatti, il nitrato viene ridotto a nitrito, che a sua volta può reagire con alcune molecole fondamentali per alcune funzioni vitali; i neonati sono una delle categorie più a rischio per l’insorgenza di patologie legate a questo processo. È generalmente citata, a tale riguardo. la “blue baby syndrome”, grave patologia causata dalla trasformazione dell’emoglobina del sangue in metaemoglobina; il ferro contenuto in questo derivato non è più in grado di trasportare ossigeno ai tessuti: per questo motivo il neonato assume un colorito della pelle bluastro, da cui deriva il nome della malattia. Per la potabilità dell’acqua, in Italia è stata fissata una concentrazione limite di 50 mg/l di nitrati, un valore che viene superato in estese aree della pianura padana.