La gestione conservativa del fiume Po: valutazione dell’assetto ecologico e definizione di linee guida per la redazione di piani di monitoraggio ai sensi della Direttiva 2000/60/CE
La Direttiva 2000/60/CE (WFD: Water Framework Directive) è finalizzata alla protezione della risorsa acqua e si pone come obiettivo il raggiungimento di un buono stato ecologico per gli ecosistemi acquatici attraverso la definizione di Piani di gestione e di monitoraggio.
La redazione dei Piani richiede una suddivisione dei sistemi acquatici in unità funzionali (i corpi idrici, WB) caratterizzandone il grado di alterazione a partire dall’analisi di dati chimico-fisici, idraulici e idrobiologici. Il livello di compromissione dei WB del Po è stato valutato attraverso descrittori di pressione e stato, selezionati secondo le indicazioni della WFD (All. II e III), e riconoscendo un peso determinante alle aree umide e agli ambienti lentici perifluviali posti nella floodplain e alle forme di fondo (barre, depositi, isole fluviali, ecc.) del bankfull.
Sono state individuate 10 tipologie fluviali e 21 WB: 10 di questi presentano uno stato di conservazione pessimo e nessuno si caratterizza per uno stato ecologico buono. Questo giudizio è influenzato in maniera determinante dal livello di alterazione della fauna ittica, selezionato come indicatore chiave per la valutazione dello stato di conservazione del tratto potamale del fiume. Sulla base di conoscenze relative al regime idrologico e ai più rilevanti processi di dinamica fluviale, e con attenzione ai problemi di tutela delle biocenosi dei diversi comparti ambientali, sono state individuate 24 azioni prioritarie ascrivibili a tre distinti ambiti tematici (caratteristiche abiotiche, biologiche e gestionali) di riferimento. Lo sviluppo di ricerche ad approccio ecoconservazionistico e la rinegoziazione delle concessioni per garantire un aumento della disponibilità idrica per i servizi ecosistemici emergono come aspetti prioritari.

