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IL PROGETTO “UN PO DI PARTECIPAZIONE”
Elaborato dal CIDIEP e riconosciuto dal Ministero Pubblica Istruzione, il progetto per le scuole “Un Po di partecipazione”, in tre anni di cammino ha coinvolto una trentina di istituti di Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto che si sono costituiti in rete per lavorare insieme e sperimentare programmi di informazione ed educazione ambientale sulla base di percorsi partecipativi ancorati alle diverse realtà culturali, sociali, economiche e istituzionali.
Il progetto rappresenta una prima attuazione del Protocollo di intesa “Per una educazione alla sostenibilità della valle del Po (Un Po di sostenibilità)”, sottoscritto nel novembre 2005 dall’Autorità di bacino del Po, dalla Consulta delle Province rivierasche e dal CIDIEP, e punta a mettere in relazione le attività di educazione ambientale con l’innovazione dei curricoli scolastici e a sperimentare percorsi lungo i quali le pratiche di partecipazione – richieste dagli indirizzi comunitari – si intrecciano con i progressi delle conoscenze acquisite dallo studio di casi e di problemi a rilievo ambientale e sociale.
Il progetto “Un Po di Partecipazione” è stato costruito con l’ambizione di sperimentare la capacità della scuola di farsi presidio ecologico del territorio, di diventare motore di strategie e pratiche di sviluppo sostenibile, riconsiderando valori e potenzialità del suo intervento formativo sul territorio. Sollecitando, in particolare, partecipazione e condivisione come processi attraverso cui si può incidere sui comportamenti, sulle decisioni individuali e collettive e sulle prospettive di sviluppo sociale e culturale delle comunità.
Le finalità del progetto:
- definizione di nuclei formativi fondanti (educazione critica ai saperi e apprendimento, dimensione dell’incertezza nelle dinamiche della natura e della società ed educazione alla cittadinanza) che sostengano curricola e percorsi formativi innovativi e sollecitino esperienze significative di partecipazione nel territorio;
- le scuole delle Province rivierasche sono invitate a definire e sperimentare programmi di informazione ed educazione ambientale in collaborazione con le realtà culturali, sociali, economiche e istituzionali presenti nel territorio.
Le tre fasi del progetto
Costruzione della piattaforma di lavoro comune delle scuole che partecipano al progetto (di tre Regioni, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, e della Provincia di Rovigo); individuazione di una strategia progettuale condivisa. La terza fase prevede una sequenza di attività attinenti:
- alla definizione di curricola, all’attivazione di percorsi formativi coerenti nelle singole realtà scolastiche e alla simultanea attivazione di una rete delle scuole del Po interconnessa con le istituzioni e con le strutture esperte che operano nel territorio;
- alla messa a punto e gestione di strumenti e servizi di comunicazione che diano efficacia alle attività svolte a livello di rete;
- all’analisi e valutazione dei risultati.
La prima fase
Durante incontri presso gli Uffici Scolastici Regionali è stata avviata una riflessione sullo stato della cultura ambientale nelle istituzioni scolastiche, con riferimento non solo alle esperienze formative, ma anche all’intensità e alla qualità dei rapporti tra scuola e territorio nei vari contesti regionali e locali. Da oltre 30 scuole di ogni ordine e grado sono state successivamente raccolte informazioni dettagliate sulle attività di educazione ambientale svolte negli ultimi anni, in particolare su:
temi affrontati, relazioni attivate con le istituzioni e le realtà locali, relazioni con istituzioni interprovinciali e regionali dell'asta del Po, collocazione delle attività nel piano dell'offerta formativa e rispetto al curricolo scolastico, segnalazione di nodi critici, valutazione dell'efficacia delle attività sviluppate sull'apprendimento e sulla qualità del curricolo.
Sulle informazioni raccolte, corredate in alcuni casi da materiali di notevole interesse didattico, è stata condotta un’analisi accurata durante un seminario nel giugno del 2007.
La riflessione avviata nei due giorni di seminario residenziale ha portato all’individuazione di esigenze formative ritenute fondamentali.
È stata richiamata la necessità di collocare le esperienze di formazione entro nuovi orizzonti di pensiero e a più alti livelli di integrazione, nelle scuole e tra le scuole, ma anche attraverso l’attivazione di canali di comunicazione con i diversi portatori di bisogni e di interessi presenti nel territorio. Avendo in mente il ruolo della scuola come stakeholder: portatore di interessi primari nella promozione di forme di partecipazione consapevole e responsabile dei cittadini alle scelte che attengono alla gestione sostenibile delle risorse dell’ambiente e del territorio.
È stato messo in particolare l’accento su alcuni riferimenti concettuali (educazione alla cittadinanza, educazione critica ai saperi, coinvolgimento dei giovani nella riqualificazione ambientale) che possono essere assunti come nuclei fondanti di un progetto di educazione alla sostenibilità come strategia di formazione generale.
La seconda fase
Avviata in un incontro a Parma nel settembre 2007 questa fase consiste nell’individuazione di una strategia progettuale condivisa da tutte le scuole che aderiscono al progetto. La connotazione essenziale di questa strategia può essere esplicitata in questi punti:
- assunzione del bacino del Po come scala di analisi e conoscenze mirate alla riqualificazione e alla ricostruzione ecologica del territorio.
- legittimazione delle attività progettate all’interno del Piano Offerta Formativa (POF) della scuola ed esplicitazione degli elementi di innovazione curricolare, in modo da mettere in evidenza il ruolo della scuola come presidio territoriale;
- collaborazione con le amministrazioni locali, in particolare con le Province rivierasche del Po;
- costituzione di un gruppo permanente di insegnanti (nelle singole scuole e successivamente nella rete delle scuole del Po) che, in stretto collegamento con il CIDIEP, assolverà a compiti di ricerca, di analisi e di orientamento su aspetti culturali e metodologici rilevanti attinenti alla definizione dei curricula e allo svolgimento delle attività progettate.
La terza fase
Si articola in una sequenza di attività attinenti, rispettivamente, alla definizione dei curricula, all’attivazione di strumenti ed eventi di relazione e comunicazione, all’analisi e valutazione dei risultati complessivi del progetto.
Il curricolo ambientale
- Definizione dei curricula ambientali e delle competenze che questi potranno sviluppare, competenze che saranno caratterizzate e rilevate con riferimento ai nuclei concettuali individuati come fondativi del processo di formazione e agli ambiti tematici fondamentali (analisi integrata dei sistemi ambientali e territoriali, partecipazione democratica ai percorsi decisionali, buone pratiche gestionali) di una scienza e di un’etica della sostenibilità.
- Elaborazione di progetti, mirati allo studio di problemi di rilevante interesse ambientale e sociale nel territorio, da parte delle singole scuole e contemporanea attivazione della rete di relazioni tra le scuole e con le istituzioni che operano nel territori;
- Attuazione dei progetti.
Gli strumenti di relazione
- Portale interattivo usato come fonte di informazioni sui problemi di analisi, gestione e pianificazione delle risorse ambientali in area padana, che possa svolgere una funzione di servizio per i soggetti coinvolti nel progetto.
- Materiale informativo redatto con le scuole al fine di rielaborare fonti primarie di informazione tecnica in un linguaggio chiaro e comprensibile ai diversi livelli di utenza; si realizzerà una banca dati, consultabile anche attraverso il portale, per la raccolta e catalogazione dei materiali prodotti.
- Seminari tematici con gruppi di scuole, tenuti da esperti di diverse aree disciplinari, su temi oggetto delle attività di sperimentazione curricolare.
- Programmazione di eventi sociali che possano favorire momenti di incontro di studenti e insegnanti che partecipano al progetto con la cittadinanza.
- Interazione con altri eventi significativi che attengono a problemi di conoscenza e gestione del bacino padano.
- Sviluppo di interazioni a livello di Comunità Europea in associazione con il programma di azioni contemplate dal protocollo d’intesa – “Un futuro sostenibile per il Po” - siglato tra la Consulta delle 13 Province rivierasche e l’Autorità di bacino.
