Educazione ambientale

  • 1965 - Il concetto di Educazione ambientale è citato tra i primi documenti internazionali, nella Conferenza di Bangkok sulla Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali, come strumento per la conservazione del patrimonio naturale.
  •  1972 - Intergovernmental Conference on the Human Environment - ONU (Conferenza di Stoccolma) Attraverso i suoi 26 principi (il 19° in particolare!), richiama la necessità di un’educazione ai problemi ambientali, considerata fondamentale per promuovere il senso di responsabilità di individui, società e collettività al fine di proteggere e migliorare l’ambiente.
  •  1975 Workshop internazionale UNESCO - UNEP di Belgrado - Nel documento elaborato, lo “Schema mondiale per l’educazione ambientale”, viene attribuito in modo deciso un carattere sociale all’Educazione ambientale, che deve “formare una popolazione mondiale cosciente e preoccupata dell’ambiente e dei problemi connessi... per operare individualmente e collettivamente alla soluzione dei problemi attuali e impedire che se ne creino di nuovi”.
  •  1977 Intergovernmental Conference on Environmental Education - Conferenza di Tbilisi (ex URSS) rappresenta la 1° Conferenza mondiale specificamente rivolta all’Educazione ambientale. L’Educazione ambientale, secondo quanto riportato nel documento elaborato a conclusione della conferenza che ne delinea alcuni dei paradigmi teorici, deve essere:
    •     globale;
    •     multidisciplinare;
    •     impartita a tutte le età e ad ogni livello di educazione formale e non formale;
    •     rivolta a tutta la comunità;
    •     capace di connettere la conoscenza all’azione attraverso un processo di assunzione delle responsabilità;
    •     lo stimolo per una presa di coscienza individuale, al fine di “dare il senso di continuità che collega l’atto di oggi alle conseguenze di domani”.
  •  1987 - Intergovernmental Conference on Environmental Education (UNESCO - UNEP) - Conferenza di Mosca (Tbilisi +10) – Viene enfatizzato che l’Educazione ambientale deve essere orientata ai problemi concreti dell’ambiente umano in una prospettiva interdisciplinare che tenga conto della complessità. Importante è una presa di coscienza collettiva, perché solo la modifica dei comportamenti può portare ad una soluzione dei problemi.
  •  1992 - Conferenza di Rio (Conferenza delle Nazioni Unite su “Ambiente e sviluppo”, conosciuta  anche come “Summit della Terra”- Rio de Janeiro). All’educazione è dedicato il Capitolo 36 dell’Agenda 21, uno dei documenti fondamentali elaborato nell’ambito di tale conferenza. L’Educazione ambientale viene indicata come uno strumento per la promozione dello sviluppo sostenibile. Infatti, viene identificata come lo strumento primario per promuovere sistemi di vita e di produzione sostenibili, al fine di garantire un uso delle risorse distribuito equamente tra i popoli e tra le generazioni presenti e future. Si legge infatti:
    …L’educazione è critica per promuovere lo sviluppo sostenibile e per migliorare la capacità delle persone di far fronte ai temi dell’ambiente e dello sviluppo…Essa è critica inoltre per il raggiungimento di consapevolezza ambientale ed etica, di valori, attitudini, tecniche e comportamenti compatibili con lo sviluppo sostenibile e per un’effettiva partecipazione delle persone ai processi decisionali…
  •  1997 - Conferenza Internazionale “Ambiente e società: educazione e sensibilizzazione per la sostenibilità” (Salonicco, 1997) La Dichiarazione di Salonicco sottolinea la necessità di investire nell’educazione per promuovere uno sviluppo sostenibile, attraverso un processo di partecipazione e apprendimento collettivo che coinvolge vari Attori: Governi, Autorità locali, Università, Organizzazioni non Governative, Mezzi di Informazione, Imprese, Consumatori.
    Sempre nel 1997, in Italia, a Fiuggi, al termine di un Seminario promosso dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero della Pubblica Istruzione, viene elaborato il primo documento nazionale sull’Educazione ambientale: la Carta dei principi per l’educazione ambientale orientata allo sviluppo sostenibile e consapevole (conosciuto comunemente con il nome di Carta di Fiuggi ). L’idea di Educazione ambientale che emerge dalla Carta riprende gli ambiziosi ed ampi scenari proposti dai documenti internazionali. Vengono infatti suggeriti orientamenti alla ricerca, alla riflessione, al confronto, che sottolineano l’importanza della diffusione, qualificazione e socializzazione delle scelte pubbliche volte allo sviluppo sostenibile.
  •  2000L’International Experts Meeting on Environmental Education (Santiago de Compostela, Spagna) evidenzia alcune criticità nell’ambito del dibattito che si articola tra i termini “educazione” e “sviluppo sostenibile/sostenibilità”. Viene infatti sottolineato che “il concetto di sostenibilità, referente necessario dell’educazione ambientale nei prossimi anni, dovrà essere sottoposto a revisione critica continua con il duplice obiettivo di evitare il suo uso per nascondere approcci poco solidali allo sviluppo e impedire la sua applicazione indiscriminata ad ogni iniziativa che colleghi ambiente ed educazione…
    In Italia viene organizzata da un Comitato tecnico Interministeriale, la 1° Conferenza nazionale di Educazione ambientale (Genova), a testimonianza di un interesse anche delle istituzioni nei confronti di queste tematiche.
  •  2002 – Le Nazioni Unite promuovono un Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (Johannesburg) durante il quale, tuttavia, l’Educazione ambientale non viene trattata esplicitamente.
  •  2003 - First World Environmental Education Congress (Espinho, Portogallo) Segna l’inizio della serie di Congressi Mondiali specificatamente dedicati all’Educazione ambientale in ogni sua declinazione (ricerca, esperienze nelle scuole, con le comunità locali, ecc.). Seguono negli anni le diverse edizioni del WEEC in: Brasile (San Paolo, 2004), Italia (Torino, 2005), Sud Africa (Durban, 2007) e Canada (Montreal, 2009).
  •  2005  - L’UNESCO proclama nel periodo 2005-2014 la Decade dell’Educazione per lo Sviluppo Sostenibile (Decade of Education for Sustainable Development – DefSD) a sostegno e a conferma del ruolo strategico dell’educazione in ogni Paese del Mondo. Educazione  che deve riuscire ad influire sugli stili di vita e sul comportamento individuale e collettivo, al fine di supportare la realizzazione di un futuro sostenibile.