Fontanili
I fontanili o risorgive sono sorgenti di pianura dalle quali scaturiscono acque limpide e ben ossigenate, caratterizzate da modeste escursioni termiche nell’arco dell’anno (dai 10° ai 14° C: sono dunque acque più calde di quelle circostanti nella stagione invernale e viceversa più fresche in quella estiva).
I fenomeni di risorgiva si osservano in corrispondenza della zona di transizione fra alta e bassa pianura. Lungo questa linea infatti si passa dai sedimenti grossolani e permeabili dell’alta pianura ai sedimenti fini ed impermeabili della “bassa”. Le acque profonde che circolano nel sottosuolo dell’alta pianura si spostano verso valle e quando incontrano gli strati impermeabili costituiti da sedimenti fini (limosi e argillosi) non possono proseguire il loro tragitto sotterraneo e risalgono in superficie. Il cosiddetto “fronte di ostruzione” coincide, nel versante appenninico, con la zona compresa tra la Via Emilia e l’Autostrada del Sole.
Pur presentando morfologie diverse, i fontanili sono di solito costituiti da alcune strutture fondamentali: una “testa”, che consiste in un’escavazione di forma tondeggiante più o meno allungata da cui sgorgano le polle di acqua sorgiva (dette “occhi” o “scaturigini”), e un canale di deflusso (detto “collo” , “asta” o “cavo” del fontanile). Questi zone umide di piccole dimensioni (hanno superfici che variano da qualche centinaio di m2 fino ad un ettaro) sono per lo più circondate da vegetazione spontanea e spiccano come siti di pregio naturalistico nel paesaggio della pianura.
Essi assumono denominazioni diverse a seconda della zona: resultive nel Veneto, fontanili in Lombardia, sortumi in Piemonte, laghi o laghetti nel reggiano, fontanazzi nel modenese, fontane nel piacentino e nel parmense (qualche esempio di toponimo di queste due province: Fontanafredda, Fontana, Fontevivo, Fontanellato).
L’IMPORTANZA DEI FONTANILI IN AGRICOLTURA
Le risorgive di potenza maggiore sono localizzate, per ragioni idrogeologiche, nella sinistra idrografica del Fiume Po e rappresentano una risorsa importante per l’agricoltura piemontese e lombarda in quanto contribuiscono all’immissione di acqua nelle marcite e nelle risaie (le acque di affioramento sono utilizzate, in particolare, a sostegno della pratica colturale della marcita, un prato stabile in cui, nei mesi invernali, si pratica l’irrigazione termica). Pur essendo discontinue e di minor estensione, le risorgive sono presenti anche nel versante emiliano della pianura: in un’indagine svolta nel 1965 ne erano state segnalate ben 465 nel tratto compreso tra il Torrente Nure e il Reno; questo numero si è drasticamente ridotto negli ultimi decenni.
L’utilizzo dei fontanili padani risale ai secoli XI e XII e si collega alle opere di bonifica per il prosciugamento di zone palustri e anche agli insediamenti cistercensi (Abbazia di Chiaravalle della Colomba, Aasturtium, Apium, Veronica, Callitriche); piante di zone umide (ad es., Phragmites, Sparganium, Typha, Iris pseudoacorus); siepi di pianura (ad es. Salix, Acer, Sambucus, Ulmus, ecc.). I fontanili fungono inoltre da rifugio, zona di alimentazione e di riproduzione per comunità ben strutturate di macroinvertebrati bentonici, pesci (anche rari come lo spinarello e il luccio), anfibi (rane e tritoni), rettili e uccelli. Pertanto, le risorgive sono biotopi che, nonostante la loro intrinseca fragilità (possono frequentemente andare incontro ad ostruzione e interramento), possiedono elevati valori di naturalità e di diversità biologica.
CONSERVAZIONE E TUTELA
La salvaguardia delle risorgive dovrebbe impegnare in azioni coordinate, su obiettivi di gestione conservativa di questi ambienti, vari soggetti, dagli enti locali agli agricoltori, ma anche le scuole, che potrebbero fruire di itinerari di grande interesse formativo.
A tale riguardo, si segnalano alcune esperienze significative in Emilia-Romagna. Alcune province hanno già inserito nel PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) misure di salvaguardia per le risorgive e per la porzione di conoide interessata dalla presenza di questi ambienti. Alcuni comuni hanno previsto misure di tutela istituendo specifiche Aree di Riequilibrio Ecologico (ARE) previste dalla legislazione emiliano - romagnola (il Comune di Alseno, in provincia di Piacenza, ad esempio, ha istituito l’ARE delle risorgive di Chiaravalle della Colomba). Anche i privati hanno dato vita ad Accordi Agro-ambientali nell’ambito del Piano Regionale di Sviluppo Rurale (si tratta di accordi che impegnano gli agricoltori e gli allevatori delle aziende prospicienti i fontanili all’esercizio di pratiche agricole rispettose di questi ambienti): è il caso dell’ Accordo Agro-ambientale dei fontanili di Gattatico (Reggio Emilia).

