Costituiscono un comparto importante nel ciclo dell’acqua: sono, in particolare, una componente essenziale della risorsa rappresentata dalle acque dolci. Sono caratterizzate da alti valori dei tempi medi di ricambio e devono essere pertanto tutelate per conservarne le quantità e i caratteri di buona qualità. Le acque sotterranee contenute in una roccia serbatoio sono estratte attraverso perforazione di pozzi tubolari e utilizzo di pompe.
A
Corpi idrici costituiti dalle acque che saturano i vuoti di rocce permeabili e immagazzinati da rocce serbatoio. Le acque sotterranee della pianura padana sono immagazzinate in mezzi porosi rappresentati da ghiaie e sabbie fluviali. Tali mezzi possono essere compartimentati da diaframmi costituiti da spessi strati di alluvioni fini: in questo caso si parla di acquiferi confinati. Negli acquiferi liberi (falda freatica) la superficie (piezometrica) è libera di oscillare sulla verticale...
I rischi associati ai cambiamenti climatici in atto devono essere affrontati, in primo luogo, perseguendo l’obiettivo di ridurre gradualmente, ma in misura significativa, le emissioni di gas serra (in primo luogo anidride carbonica) responsabili del processo di riscaldamento globale del pianeta. Ma nello stesso tempo è necessario predisporre misure tese a minimizzare le conseguenze negative dei cambiamenti del clima sul funzionamento degli ecosistemi e sulla qualit...
Normalmente si dice di una roccia esposta sulla superficie topografica, libera da coperture di detriti, vegetazione, ecc. In modo più estensivo può indicare anche una risorgiva di acqua sotterranea.
Corso d'acqua secondario che si immette in un corso d'acqua principale. Gli affluenti possono essere classificati secondo un ordine gerarchico: si definiscono di "primo ordine" gli affluenti che si immettono direttamente nel corso principale, vengono chiamati di "secondo ordine" quelli che confluiscono negli affluenti di primo ordine e così via. In questo modo viene assegnato un ordine gerarchico a tutti i corsi d'acqua che scorrono nel medesimo bacino idrografico...
In assenza di una puntuale e corretta valutazione dell’effettiva disponibilità delle acque superficiali e profonde e dei relativi tempi di ricambio, la concessione delle risorse idriche diventa quanto mai problematica. L’allocazione della risorsa idrica segue le procedure di concessione regolamentate dal Testo Unico del 1933. Inizialmente riservate alle sole risorse iscritte nel registro delle acque pubbliche, tali procedure sono state estese a tutte le acque superficiali...
Evento di piena che determina lo straripamento di un fiume e il conseguente allagamento dei terreni circostanti. Le alluvioni causate dai torrenti montani, date le elevate pendenze degli alvei, la disponibilità di sedimenti in alveo e la tipologia di alveo inciso, sono caratterizzate da estensioni limitate, ma da un’elevata quantità di materiale solido...
Alveo. Letto (naturale o artificiale) di un corso d’acqua. Gli alvei fluviali possono presentare forme e caratteristiche molto diverse che dipendono in sostanza dalla pendenza, dalle proprietà delle rocce e dei sedimenti che fanno da substrato, dal regime delle portate del corso d'acqua e dalle tipologie e quantità di sedimenti che esso trasporta. Procedendo dalla sorgente verso la foce, nella conformazione dell'alveo si osservano cambiamenti tali per cui è...
Letto (naturale o artificiale) di un corso d’acqua. Gli alvei fluviali possono presentare forme e caratteristiche molto diverse che dipendono in sostanza dalla pendenza, dalle proprietà delle rocce e dei sedimenti che fanno da substrato, dal regime delle portate del corso d'acqua e dalle tipologie e quantità di sedimenti che esso trasporta. Procedendo dalla sorgente verso la foce, nella conformazione dell'alveo si osservano cambiamenti tali per...
Alveo o tratto di alveo abbandonato dalle acque. Per cause legate a cambiamenti climatici e geomorfologici e a mutamenti nelle forme del paesaggio, verificatisi a diversi orizzonti temporali, a scala geologica o a scala di epoche storiche più o meno recenti, i fiumi possono modificare la posizione e l'andamento del proprio corso, lasciando gli alvei relitti a testimonianza dell'antico tragitto.
Organismi che possono svolgere le loro funzioni biologiche essenziali in assenza di ossigeno.
Condizione ambientale che si caratterizza per il completo esaurimento del contenuto di ossigeno disciolto. Può verificarsi anche nei corsi d’acqua per effetto dell’immissione di alte concentrazioni di sostanza organica. Causa elevati tassi di mortalità delle popolazioni di organismi aerobi e, in definitiva, profonde alterazioni del funzionamento dell’ecosistema acquatico. Condizioni di anossia si verificano frequentemente, soprattutto negli strati...
Insieme di processi fisici, chimici e biologici che in un corso d’acqua portano alla degradazione e alla mineralizzazione, principalmente ad opera di batteri eterotrofi, della sostanza organica. Se questa è principalmente presente con alte concentrazioni, la sua mineralizzazione avverrà con il consumo di un’elevata quantità di ossigeno...
Organismi “che si nutrono in maniera autonoma”, essendo in grado di sintetizzare le molecole organiche di cui hanno bisogno per il loro metabolismo partendo da composti inorganici semplici. Nella maggior parte dei casi, gli organismi vegetali, dalle alghe microscopiche alle piante superiori, sono organismi autotrofi fotosintetici: operano la sintesi di molecole organiche complesse a partire da acqua, anidride carbonica e altri composti inorganici utilizzando come fonte di...
Voci correlate
Aumento della portata e del livello idrometrico di un corso d’acqua, causato da eventi meteorici o dalla fusione di neve e ghiaccio. Piene artificiali possono essere causate dall’apertura degli scarichi di un invaso.
Caratteristica posseduta da acque sotterranee in pressione (falde artesiane) che tendono a risalire in superficie. Si riscontra ogni volta che l’area di ricarica remota della falda è posta in zone a quote maggiori di quelle in cui si manifesta il fenomeno. Il grado di salienza misura la profondità dell’acqua rispetto al piano di campagna.
In alcuni casi è sinonimo di biocenosi, in altri designa diversi comparti biocenotici che comprendono specie con affinità funzionali (es., fitoplancton, bacterioplancton, zooplancton) o dimensionali (es., microfitobentos e macrofite, microzoobentos e macrozoobentos) o tassonomiche (es., entomofauna, ittiofauna) (v. Biocenosi, v. Gruppi funzionali)
Può essere sinteticamente definito come “la quantità minima di acqua che deve essere assicurata per la sopravvivenza delle biocenosi acquatiche, la salvaguardia del corpo idrico e, in generale, per gli usi plurimi a cui il fiume è destinato”. Il concetto di “portata minima vitale” o “deflusso minimo vitale” è stato introdotto nel quadro legislativo italiano dalla legge 183/89 (art.3 comma1, lettera i) e poi ripreso dal D. Lgs. 75/93, dalla legge 36/94 e dal D. Lgs. 152/99. E’ da sottolineare che il DMV non necessariamente coincide con il valore delle portate naturali di magra che in determinati periodi dell’anno possono essere, in alcuni casi, prossime a zero. In tali situazioni, il valore teorico di portata minima vitale è ottenibile, ove ritenuto necessario, con determinate azioni dei piani di bacino, mirate al raggiungimento di portate sufficienti a sostenere la continuità della “vita acquatica”, in particolare attraverso il rilascio di scorte accumulate nei periodi di disponibilità della risorsa idrica. Il DMV è stato ed è uno strumento di particolare interesse gestionale concepito per far fronte alle situazioni critiche che si determinano negli ecosistemi fluviali per effetto della riduzione sensibile delle portate naturali, dovuta a captazioni di risorsa idrica, destinata a usi civili, agricoli o industriali, direttamente dai corsi d’acqua o da serbatoi (invasi) realizzati con lo sbarramento di fiumi o torrenti. Ampia è la gamma dei metodi proposti per la determinazione del DMV: si va da metodi basati su dati relativi alle portate naturali o sulle curve di durata delle portate a metodi sperimentali che utilizzano variabili idrauliche (velocità della corrente, profondità, granulometria del fondo) trasformate con criteri biologici che tengono conto dell’idoneità di tali variabili al mantenimento di specie acquatiche; più ambiziosi sono i metodi che si fondano sulla definizione e classificazione, in termini fisici e biologici, dei differenti habitat per valutare il loro contributo alla struttura e alle funzioni delle biocenosi fluviali.Sulla carta, il DMV si propone come strumento efficace per limitare gli eccessi di prelievi d’acqua e in molti casi ha contribuito a interrompere la tendenza a un aumento incontrollato delle captazioni. In pratica, ha concorso solo in modesta misura ad affrontare e a risolvere i problemi di scarsità dell’acqua nei fiumi e ad orientare l’insieme delle politiche idriche verso un uso più razionale ed efficiente, e meno conflittuale, della risorsa. Il limite è nell’approccio vincolistico con cui è generalmente inteso il DMV ed è gestita la sua applicazione. Non si deve dimenticare che gli utilizzatori delle quote più consistenti di acqua dei fiumi sono portatori di interessi forti che correntemente sono assunti come variabili indipendenti nel modello di definizione delle portate minime vitali. Dall’idea del DMV come vincolo assoluto appare sempre più importante passare ad una valutazione integrata dei valori – naturalistici, ambientali ed economici – connessi all’ecosistema fluviale e alle sue funzioni. Questo approccio è in linea con la Direttiva Quadro europea 2000/60. Impone nuove metodologie (analisi costi - benefici, analisi a molti criteri) di valutazione di scenari alternativi di uso delle risorse del fiume, della risorsa idrica in primo luogo, che siano compatibili con la conservazione dell’integrità (o della buona salute) dell’ecosistema. Impone nel contempo anche nuove modalità di partecipazione, livelli più impegnativi di coinvolgimento responsabile dei portatori di interessi e di tutti i cittadini e percorsi negoziali trasparenti che portino a decisioni condivise.
Luogo in cui l’acqua scaturisce naturalmente dal sottosuolo. Le sorgenti si suddividono in perenni e temporanee. Sono da preferire, ai fini dell’approvvigionamento idrico, le sorgenti perenni in quanto offrono una risorsa qualitativamente e quantitativamente migliore. Infatti le sorgenti la cui portata è indipendente dalle precipitazioni, forniscono acqua che ha compiuto un lungo percorso nel sottosuolo ed ha avuto quindi a disposizione un tempo sufficiente per autodepurarsi. Si raccomanda, ovviamente, un uso parsimonioso ed oculato di questa risorsa idrica così preziosa.
All’interno delle azioni per la gestione di un territorio si prevedono per i cittadini diversi livelli di partecipazione: accesso alle informazioni, consultazioni estese a tutte le parti sociali interessate, coinvolgimento attivo del pubblico mirato a garantire il controllo della qualità dell’informazione e la trasparenza dell’intero percorso decisionale e a promuovere il diffondersi di comportamenti responsabili. Va da sé che la partecipazione non può ridursi ad azioni volte a ricevere il consenso popolare in seguito alle decisioni di gruppi ristretti di tecnici e amministratori, ma deve arricchirsi delle conoscenze rese dai progressi scientifici e tecnologici e dalle migliori esperienze nella risoluzione condivisa dei conflitti sociali ed economici che frequentemente sono associati a problematiche ambientali. La partecipazione è considerata un elemento cardine specialmente nelle politiche di sviluppo sostenibile; in particolare, è considerata essenziale per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla direttiva comunitaria in materia di acque 2000/60.
Area di margine, di contatto e transizione fra differenti ecosistemi. Può essere caratterizzata da un’elevata diversità biologica ed assumere un ruolo determinante negli scambi di materia ed energia tra ecosistemi contigui, esercitando un’azione di selezione (“filtro”) e di regolazione (“funzione tampone”) di tali scambi. La fascia fluviale di vegetazione idrofila, morfologicamente individuata dagli elementi di connessione laterale e di sviluppo longitudinale rispetto al fiume, può essere considerata un ecotono con importanti funzioni nella scansione dei flussi di energia e dei cicli dei materiali all’intersezione tra corso d’acqua e bosco ripario (v. Biodiversità, v. Vegetazione riparia, v. Zona iporreica).
È l’insieme dei livelli idrici (o idrometrici) rilevati lungo lo sviluppo longitudinale di un corso d’acqua. L’andamento del profilo idraulico, per un determinato valore di portata, è univocamente definito dal bilancio tra la forza di gravità e le forze d’attrito cui la massa liquida è soggetta lungo il suo tragitto. Tale bilancio di forze è influenzato dalla velocità della corrente che a sua volta dipende dalla geometria del corso d’acqua, definita da alcuni parametri come lunghezza, pendenza dell’alveo, dimensioni delle sezioni, micro - e macro - rugosità dell’alveo. Opere quali traverse, briglie e pile dei ponti possono influire sensibilmente sui livelli idrici di un corso d’acqua poiché le modificazioni geometriche indotte dalla loro presenza incidono sulla velocità della corrente. È interessante notare che, in funzione della velocità, hanno influenza sul profilo idrico opere poste sia a monte che a valle del tratto in esame. Tipico è il caso delle traverse fluviali che possono provocare rigurgiti nel tratto a monte dell’alveo. La misura dei livelli idrici viene di solito eseguita in alcuni punti del corso d’acqua e, quando possibile, in corrispondenza di opere trasversali che, garantendo l’invariabilità nel tempo della geometria della sezione trasversale, consentono di risalire, mediante una semplice conversione dei dati di altezza idrometrica, ai valori di portata transitante in ognuna delle sezioni monitorate. La misura dei livelli idrici può essere eseguita con diverse tecniche che vanno dalla lettura di un’asta graduata (asta idrometrica) all’utilizzo di sensori di pressione posti sul fondo dell’alveo ed all’impiego di sensori ad ultrasuoni posti ad opportuna distanza sopra il pelo libero. La scelta di utilizzare la strumentazione automatica consente di ottenere registrazioni dei livelli idrici con elevata frequenza e per lunghi periodi. Oltre alla misura diretta, il calcolo del profilo idraulico lungo tutto il corso d’acqua può essere eseguito mediante l’utilizzo di modelli matematici che risolvono le equazioni con cui si descrive il moto dei fluidi. Le serie dei livelli idrometrici di alcune sezioni dei principali corsi d’acqua italiani sono state pubblicate per molti anni sugli Annali del Servizio Idrografico e Mareografico Italiano.
Elementi o sostanze di struttura chimica più o meno complessa che sono essenziali per le attività metaboliche degli organismi viventi. Più specificamente, i nutrienti designano gli elementi che hanno il ruolo di fattori limitanti la produzione primaria: nei sistemi acquatici sono generalmente azoto e fosforo ad assumere tale ruolo rispetto alle diverse tipologie di produttori.
Lo scorrere dell’acqua in superficie e nel sottosuolo. La velocità è condizionata dalla pendenza e dalla scabrezza delle superfici di contatto; nel sottosuolo è condizionata dalla permeabilità del mezzo in cui avviene il flusso.

