Alveo parzialmente o totalmente artificiale le cui acque vengono generalmente utilizzate per l'irrigazione, il drenaggio di acque superficiali o la navigazione.
L'uomo utilizza i canali già da molti secoli, con lo scopo di modificare corsi d'acqua, trasportare acqua alle colture e utilizzare l'energia dell'acqua come forza motrice per azionare...
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È costituito dall’insieme dei servizi, sostenuti dalla presenza e dalle attività degli organismi viventi, che gli ecosistemi naturali sono in grado di fornire: la regolazione del clima, la stabilizzazione... |
Prelievo artificiale di acqua da un fiume o da un torrente, da un invaso o dalla falda a scopo irriguo, idroelettrico o potabile. Si parla di derivazioni se il riferimento è alle opere idrauliche necessarie alla captazione.
Opera di difesa dalle piene realizzata lungo corsi d’acqua di pianura. Ha la funzione di ridurre o laminare la portata di piena tramite l’accumulo di una parte del volume dell’onda di piena su vaste superfici con tiranti idrici di pochi metri, che, opportunamente arginate, garantiscono il volume di invaso necessario.
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Modello concettuale che offre una spiegazione semplificata del funzionamento su basi energetiche dell’ecosistema. L’energia fissata dagli autotrofi (produttori primari) è trasferita ai consumatori... |
Forma di autotrofia realizzata da microrganismi batterici, che ricavano l’energia necessaria alla sintesi delle molecole organiche dall’ossidazione di composti inorganici. (v. Autotrofi, v. Fotosintesi)
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Processi fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi che permettono la continua ricostituzione della riserva di elementi essenziali alla vita (carbonio, azoto, fosforo…) in forma di composti inorganici... |
Gruppo di pigmenti presenti nei vegetali che consentono di catturare l’energia luminosa durante la fotosintesi. La concentrazione di clorofilla-a (un particolare pigmento attivo nel processo fotosintetico) nel fitoplancton degli ambienti acquatici è generalmente assunta come indicatore di biomassa di questa comunità e come indicatore di stato trofico delle acque. (v. Biomassa, v. Fotosintesi, v. Plancton, v. Stato trofico)
In alcuni casi è sinonimo di biocenosi, in altri designa diversi comparti biocenotici che comprendono specie con affinità funzionali (es., fitoplancton, bacterioplancton, zooplancton) o dimensionali (es., microfitobentos e macrofite, microzoobentos e macrozoobentos) o tassonomiche (es., entomofauna, ittiofauna) (v. Biocenosi, v. Gruppi funzionali)
Deposito di sedimenti dalla caratteristica forma a cono (o ventaglio) situato nel punto in cui una valle stretta e incisa si immette in una valle più ampia o in una pianura. In corrispondenza di questo passaggio le acque di un torrente perdono rapidamente velocità a causa dell’improvvisa diminuzione di pendenza. Una minore velocit...
Fornisce metodi e tecniche di analisi economica per la valutazione della consistenza delle risorse naturali, dei loro flussi e dei loro cambiamenti, in relazione agli effetti delle attività umane. Per questa via, è possibile pervenire a una misura della sostenibilità dello sviluppo a diverse scale di tempo e spazio. I conti ambientali costituiscono l’insieme delle informazioni di base che descrivono l’entità del capitale naturale e la sua variabilità spazio - temporale, nel quadro di un’...
Movimento di masse liquide o aeriformi in una data direzione. La corrente fluviale è generata dalla forza gravitazionale. I principali parametri che caratterizzano una corrente sono la portata, la velocità ed il tirante idrico; questi fattori variano lungo il tragitto di un corso d’acqua. La portata tende ad aumentare man mano che si procede verso valle, grazie al progressivo apporto di acqua dagli affluenti. La velocità invece è di solito più elevata...
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Elementi di collegamento tra i nodi (aree a forte naturalità e ad alta biodiversità) di una rete ecologica. Sono strisce di territorio con caratteri peculiari, distinti dalle aree circostanti.... |
Voci correlate
È il bilancio tra le entrate e le perdite di acqua nel bacino idrografico, può essere calcolato per un intero bacino con tutti gli elementi naturali (corsi d’acqua, acquiferi, sorgenti, ecc.) ed antropici (pozzi, canali, invasi, ecc.) che vi sono presenti o per un singolo elemento (un lago, una sorgente, un tratto fluviale). Tiene conto degli apporti delle precipitazioni, dell’infiltrazione nei terreni di una quota di questi apporti, delle perdite per evaporazione e traspirazione, degli scambi idrici sotterranei con altri bacini e degli scambi tra corso d’acqua e falda. Nel bilancio, che si configura come strumento importante per la pianificazione e gestione delle risorse idriche, devono ovviamente entrare i flussi di prelievo delle acque per vari usi (agricolo, civile, industriale…) così come i flussi in entrata delle acque usate.
Accumulo di sedimenti fluviali che si depositano all’interno dell’alveo, fino a raggiungere quote prossime a quelle della golena. Questa struttura sedimentaria può essere colonizzata da vegetazione stabile arbustiva ed arborea.
Progressivo arricchimento delle concentrazioni di nutrienti (azoto e fosforo) in un corpo d’acqua dovuto all’elevato carico esterno (proveniente dal bacino imbrifero) generato da diverse fonti associate ad attività antropiche: le principali fonti di generazione dell’azoto e del fosforo sono rappresentate dagli scarichi civili, dall’agricoltura, dalla zootecnia e dall’industria. L’aumentata disponibilità di nutrienti causa una più intensa attività fotosintetica e dunque un incremento della quantità di materiali organici prodotti; la decomposizione di questi materiali impegna notevoli riserve di ossigeno disciolto fino all’instaurarsi, soprattutto negli strati prossimi ai sedimenti, di condizioni di anossia. Gli effetti dell’anossia sono pesanti: da un lato si hanno elevate mortalità delle popolazioni di specie bentoniche; dall’altro si ha solubilizzazione dei fosfati che si rendono disponibili per un ulteriore aumento della produzione primaria. Il processo di eutrofizzazione è ben noto per i laghi, gli stagni, le lagune del Delta del Po (ma anche per le aree marine costiere dell’Adriatico, interessate fino a pochi anni fa da episodi estivi di fioriture algali esplosive seguite da estese morie di animali bentonici). Il ruolo dei corsi d’acqua è stato per lo più interpretato come quello di canali trasportatori di materiali destinati ad alzare il trofismo dei laghi, delle lagune e delle aree costiere prospicienti le foci a mare. Studi più accurati hanno evidenziato l’esistenza di condizioni critiche dovute all’eutrofizzazione anche nei fiumi: anzitutto per l’enorme entità dei carichi di nutrienti che vi si immettono in continuazione e poi per le deboli portate dovute a massicci prelievi idrici soprattutto durante l’estate. Nei periodi estivi di magra, nelle acque del Po si osservano imponenti fioriture di microalghe e densità dello zooplancton di migliaia di individui per litro, lo stesso ordine di grandezza che si ritrova negli stagni adibiti a pescicoltura, ambienti tra i più produttivi della pianura padana. (v. Cicli dei nutrienti, v. Decomposizione, v. Produzione primaria)
È la proprietà degli ecosistemi di recuperare funzioni fondamentali associate ai flussi di energia e ai cicli dei materiali dopo eventi di disturbo, naturale o antropico, particolarmente stressanti. (v. Biodiversità)
All’interno delle azioni per la gestione di un territorio si prevedono per i cittadini diversi livelli di partecipazione: accesso alle informazioni, consultazioni estese a tutte le parti sociali interessate, coinvolgimento attivo del pubblico mirato a garantire il controllo della qualità dell’informazione e la trasparenza dell’intero percorso decisionale e a promuovere il diffondersi di comportamenti responsabili. Va da sé che la partecipazione non può ridursi ad azioni volte a ricevere il consenso popolare in seguito alle decisioni di gruppi ristretti di tecnici e amministratori, ma deve arricchirsi delle conoscenze rese dai progressi scientifici e tecnologici e dalle migliori esperienze nella risoluzione condivisa dei conflitti sociali ed economici che frequentemente sono associati a problematiche ambientali. La partecipazione è considerata un elemento cardine specialmente nelle politiche di sviluppo sostenibile; in particolare, è considerata essenziale per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla direttiva comunitaria in materia di acque 2000/60.
E’ la suddivisione di un territorio in diverse zone, finalizzata all’applicazione di forme di gestione adatte alle specificità di ordine geomorfologico ed ecologico così come di profilo socio-economico di ogni area. Vi si fa spesso ricorso nella pianificazione urbanistica. La zonizzazione costituisce un riferimento essenziale per una gestione sostenibile dei parchi: la separazione di aree di diverso pregio ambientale consente di articolare i piani gestionali in modo da garantire la tutela degli elementi di più rilevante interesse conservazionistico e, nel contempo, la predisposizione di infrastrutture di fruizione e la valorizzazione di attività antropiche compatibili. Un altro esempio di zonizzazione è quello adottato dal Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del bacino del Po. (v. Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del bacino del Po, Parchi e aree protette.
Fenomeno durante il quale un’onda di piena, superate le sponde di un corso d’acqua, invade i territori adiacenti (v. Alluvione)
Superficie che limita lateralmente il letto di un corso d’acqua.
Scienza che studia le interazioni fra i viventi ed il loro ambiente di vita. I principali campi di ricerca fanno riferimento ai diversi livelli di organizzazione dei sistemi biologici: l’ecofisiologia si occupa delle relazioni tra variabilità ambientale e risposte adattative degli organismi; l’ecologia popolazionistica (o evoluzionistica) studia i cicli di vita, la struttura e la dinamica delle popolazioni e le relazioni tra popolazioni (competizione, predazione, parassitismo, simbiosi, ecc.); l’ecologia ecosistemica concentra l’attività di ricerca sul ruolo delle comunità biologiche (o biocenosi) nella regolazione dei flussi di energia e dei cicli biogeochimici. Altri campi dell’ecologia si occupano dei livelli di organizzazione oltre l’ecosistema, dal paesaggio alla biosfera. Progressi conoscitivi importanti sono stati propiziati dall’adozione di approcci integrati per la valorizzazione dei risultati ottenuti nei diversi settori specialistici della ricerca ecologica e per l’inclusione nell’analisi ambientale di variabili associate alle attività umane che, a diverse scale (di spazio, di tempo e di livello di organizzazione), influenzano significativamente le dinamiche naturali.
Comprende tutti i viventi insediati in un ecosistema. Lo studio delle biocenosi (comunità biologiche o comunità biotiche si possono usare come sinonimi) può essere condotto su basi tassonomiche (dalle microalghe alle macrofite, dai protozoi ai vertebrati) ma anche su basi ecologiche con riferimento alle diverse funzioni svolte dai produttori primari, dai consumatori delle catene alimentari del pascolo e del detrito e dai decompositori. (v. Biodiversità, v. Catene alimentari)





