nitrati

Sono composti dell’azoto presenti nel terreno in concentrazioni variabili. Questi si formano in seguito all’ossidazione, ad opera di batteri nitrificanti, dell’azoto ammoniacale che si libera per decomposizione (fino alla mineralizzazione) della sostanza organica. Negli ecosistemi forestali maturi azoto ammoniacale e nitrati sono assimilati dalle piante che li utilizzano per sintetizzare amminoacidi, proteine ed altre molecole complesse. Quando le piante muoiono i tessuti vanno incontro a processi di decomposizione, che liberano di nuovo nel terreno azoto inorganico disciolto. Questa sequenza di trasformazioni, se pure intrecciata con altre vie di trasferimento (ad esempio con i processi di denitrificazione e azotofissazione), è controllata dalle attività delle biocenosi che consentono di mantenere sostanzialmente stabile il contenuto delle diverse molecole di azoto nelle loro biomasse e nel suolo. Nei sistemi agricoli il ciclo dell’azoto è invece fortemente condizionato dall’uomo: il prelievo di tutta la biomassa vegetale prodotta, infatti, impedisce il ritorno dell’azoto nel terreno, che si impoverisce progressivamente di nutrienti. Per questo motivo si rende necessaria una fertilizzazione sussidiaria, attuata con l’impiego di concimi azotati di sintesi, fanghi di spandimento, liquami zootecnici. I nitrati presenti nei fertilizzanti sono dilavati dalle acque piovane e confluiscono nei corsi d’acqua e nelle falde acquifere. L’inquinamento delle acque sotterranee è amplificato dal sovra-sfruttamento delle risorse idriche del sottosuolo che causa una diminuzione della pressione idrostatica di falda, favorendo ulteriormente l’infiltrazione di acque superficiali ricche di nitrati. La sovra-fertilizzazione dei suoli agricoli è certamente una delle cause principali dell’inquinamento da nitrati delle acque sotterranee; a tale fenomeno per altro concorrono anche gli scarichi fognari civili e industriali.  L’eccesso di nitrati nelle acque sotterranee, che rappresentano, soprattutto nelle zone di pianura, la principale fonte di approvvigionamento di acqua potabile, rappresenta un serio fattore di rischio per la salute umana. All’interno dell’organismo umano, infatti, il nitrato viene ridotto a nitrito, che a sua volta può reagire con alcune molecole fondamentali per alcune funzioni vitali; i neonati sono una delle categorie più a rischio per l’insorgenza di patologie legate a questo processo. È generalmente citata, a tale riguardo. la “blue baby syndrome”, grave patologia causata dalla trasformazione dell’emoglobina del sangue in metaemoglobina; il ferro contenuto in questo derivato non è più in grado di trasportare ossigeno ai tessuti: per questo motivo il neonato assume un colorito della pelle bluastro, da cui deriva il nome della malattia. Per la potabilità dell’acqua, in Italia è stata fissata una concentrazione limite di 50 mg/l di nitrati, un valore che viene superato in estese aree della pianura padana.
 

Voci correlate

Bilancio idrologico

bilancio_idrol..jpgÈ il bilancio tra le entrate e le perdite di acqua nel bacino idrografico, può essere calcolato per un intero bacino con tutti gli elementi naturali (corsi d’acqua, acquiferi, sorgenti, ecc.) ed antropici (pozzi, canali, invasi, ecc.) che vi sono presenti o per un singolo elemento (un lago, una sorgente, un tratto fluviale). Tiene conto degli apporti delle precipitazioni, dell’infiltrazione nei terreni di una quota di questi apporti, delle perdite per evaporazione e traspirazione, degli scambi idrici sotterranei con altri bacini e degli scambi tra corso d’acqua e falda. Nel bilancio, che si configura come strumento importante per la pianificazione e gestione delle risorse idriche, devono ovviamente entrare i flussi di prelievo delle acque per vari usi (agricolo, civile, industriale…) così come i flussi in entrata delle acque usate. 

isola fluviale

Accumulo di sedimenti fluviali che si depositano all’interno dell’alveo, fino a raggiungere quote prossime a quelle della golena. Questa struttura sedimentaria può essere colonizzata da vegetazione stabile arbustiva ed arborea.
 

eutrofizzazione

Progressivo arricchimento delle concentrazioni di nutrienti (azoto e fosforo) in un corpo d’acqua dovuto all’elevato carico esterno (proveniente dal bacino imbrifero) generato da diverse fonti associate ad attività antropiche: le principali fonti di generazione dell’azoto e del fosforo sono rappresentate dagli scarichi civili, dall’agricoltura, dalla zootecnia e dall’industria. L’aumentata disponibilità di nutrienti causa una più intensa attività fotosintetica e dunque un incremento della quantità di materiali organici prodotti; la decomposizione di questi materiali impegna notevoli riserve di ossigeno disciolto fino all’instaurarsi, soprattutto negli strati prossimi ai sedimenti, di condizioni di anossia. Gli effetti dell’anossia sono pesanti: da un lato si hanno elevate mortalità delle popolazioni di specie bentoniche; dall’altro si ha solubilizzazione dei fosfati che si rendono disponibili per un ulteriore aumento della produzione primaria. Il processo di eutrofizzazione è ben noto per i laghi, gli stagni, le lagune del Delta del Po (ma anche per le aree marine costiere dell’Adriatico, interessate fino a pochi anni fa da episodi estivi di fioriture algali esplosive seguite da estese morie di animali bentonici). Il ruolo dei corsi d’acqua è stato per lo più interpretato come quello di canali trasportatori di materiali destinati ad alzare il trofismo dei laghi, delle lagune e delle aree costiere prospicienti le foci a mare. Studi più accurati hanno evidenziato l’esistenza di condizioni critiche dovute all’eutrofizzazione anche nei fiumi: anzitutto per l’enorme entità dei carichi di nutrienti che vi si immettono in continuazione e poi per le deboli portate dovute a massicci prelievi idrici soprattutto durante l’estate. Nei periodi estivi di magra, nelle acque del Po si osservano imponenti fioriture di microalghe e densità dello zooplancton di migliaia di individui per litro, lo stesso ordine di grandezza che si ritrova negli stagni adibiti a pescicoltura, ambienti tra i più produttivi della pianura padana. (v. Cicli dei nutrienti, v. Decomposizione, v. Produzione primaria)
 

resilienza

È la proprietà degli ecosistemi di recuperare funzioni fondamentali associate ai flussi di energia e ai cicli dei materiali dopo eventi di disturbo, naturale o antropico, particolarmente stressanti. (v. Biodiversità)
 

partecipazione pubblica

partecipazione_pubbl..jpg All’interno delle azioni per la gestione di un territorio si prevedono per i cittadini diversi livelli di partecipazione: accesso alle informazioni, consultazioni estese a tutte le parti sociali interessate, coinvolgimento attivo del pubblico mirato a garantire il controllo della qualità dell’informazione e la trasparenza dell’intero percorso decisionale e a promuovere il diffondersi di comportamenti responsabili. Va da sé che la partecipazione non può ridursi ad azioni volte a ricevere il consenso popolare in seguito alle decisioni di gruppi ristretti di tecnici e amministratori, ma deve arricchirsi delle conoscenze rese dai progressi scientifici e tecnologici e dalle migliori esperienze nella risoluzione condivisa dei conflitti sociali ed economici che frequentemente sono associati a problematiche ambientali. La partecipazione è considerata un elemento cardine specialmente nelle politiche di sviluppo sostenibile; in particolare, è considerata essenziale per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla direttiva comunitaria in materia di acque 2000/60.

zonizzazione

E’ la suddivisione di un territorio in diverse zone, finalizzata all’applicazione di forme di gestione adatte alle specificità di ordine geomorfologico ed ecologico così come di profilo socio-economico di ogni area. Vi si fa spesso ricorso nella pianificazione urbanistica. La zonizzazione costituisce un riferimento essenziale per una gestione sostenibile dei parchi: la separazione di aree di diverso pregio ambientale consente di articolare i piani gestionali in modo da garantire la tutela degli elementi di più rilevante interesse conservazionistico e, nel contempo, la predisposizione di infrastrutture di fruizione e la valorizzazione di attività antropiche compatibili. Un altro esempio di zonizzazione è quello adottato dal Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del bacino del Po. (v. Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del bacino del Po, Parchi e aree protette.
 

inondazione

Fenomeno durante il quale un’onda di piena, superate le sponde di un corso d’acqua, invade i territori adiacenti (v. Alluvione)
 

sponda

Superficie che limita lateralmente il letto di un corso d’acqua.
 

ecologia

Scienza che studia le interazioni fra i viventi ed il loro ambiente di vita. I principali campi di ricerca fanno riferimento ai diversi livelli di organizzazione dei sistemi biologici: l’ecofisiologia si occupa delle relazioni tra variabilità ambientale e risposte adattative degli organismi; l’ecologia popolazionistica (o evoluzionistica) studia i cicli di vita, la struttura e la dinamica delle popolazioni e le relazioni tra popolazioni (competizione, predazione, parassitismo, simbiosi, ecc.); l’ecologia ecosistemica concentra l’attività di ricerca sul ruolo delle comunità biologiche (o biocenosi) nella regolazione dei flussi di energia e dei cicli biogeochimici. Altri campi dell’ecologia si occupano dei livelli di organizzazione oltre l’ecosistema, dal paesaggio alla biosfera. Progressi conoscitivi importanti sono stati propiziati dall’adozione di approcci integrati per la valorizzazione dei risultati ottenuti nei diversi settori specialistici della ricerca ecologica e per l’inclusione nell’analisi ambientale di variabili associate alle attività umane che, a diverse scale (di spazio, di tempo e di livello di organizzazione), influenzano significativamente le dinamiche naturali.
 

biocenosi

Comprende tutti i viventi insediati in un ecosistema. Lo studio delle biocenosi (comunità biologiche o comunità biotiche si possono usare come sinonimi) può essere condotto su basi tassonomiche (dalle microalghe alle macrofite, dai protozoi ai vertebrati) ma anche su basi ecologiche con riferimento alle diverse funzioni svolte dai produttori primari, dai consumatori delle catene alimentari del pascolo e del detrito e dai decompositori. (v. Biodiversità, v. Catene alimentari)