Là dove scende il fiume, quando il Po diventa cinema
Titolo: 

Là dove scende il fiume, quando il Po diventa cinema

Autori: 
Paolo Micalizzi
Casa editrice: 
Aka Edizioni
Luogo: 
Data: 
2010
Recensione: 

Il Po come set cinematografico è l'ultimo "viaggio" nel cinema fatto da Paolo Micalizzi, critico e giornalista, ferrarese d'adozione. E' difatti uscito "Là dove scende il fiume. Il Po e il cinema", 368 pagine con 100 immagini in bianco e nero, della collana Viaggio in Italia per Aka Edizioni (al prezzo di 25 euro). E' stato deciso di dare a questo libro di Micalizzi il medesimo titolo della versione italiana di un bel film - uno dei suoi più belli - di Anthony Mann, Là dove scende il fiume, 1952, con James Stewart, attore prediletto dal Mann cineasta di western, nel ruolo del protagonista, un uomo con un turpe passato da riscattare e che, lungo le rive del fiume (in tal caso si tratta del Columbia River, che passa da Portland, Oregon), lo fa con irata decisione, con etica coerenza, con testarda ricerca di quella solidarietà umana che aveva a suo tempo, e pervicacemente, tradito.  Tutti i film di cui il libro di Paolo Micalizzi parla sono ambientati in una delle molteplici curvature, pieghe, anse del nostro fiume maggiore, il Po. Le anse del Po diventano così anse dell'anima, le sue pieghe diventano pieghe dello spirito, le sue curve diventano curve cinematograficamente poetiche, toccanti, emozionanti.  Il volume si sofferma sulle opere (oltre 100 film, 150 documentari televisivi e numerosi cortometraggi) ambientate sul Po e che hanno avuto questo grande fiume come sfondo. Il Po ha ispirato moltissimi registi come Michelangelo Antonioni, Cesare Zavattini, Roberto Rossellini, Luchino Visconti, Alberto Lattuada, Mario Soldati e poeti dello schermo come Franco Piavoli e Ermanno Olmi che nel 2005 è ritornato sul grande fiume per ambientarvi il suo ultimo film.