Sistema istituzionale
Agenzia Interregionale per il Po (A.I.PO) (ex Magistrato per il Po)
L’A.I.PO è stata istituita ai sensi dell’art. 92 del D.Lgs 112/98 ed è subentrata, recuperandone le funzioni, al Magistrato per il Po (che era stato istituito nel 1956 a seguito della catastrofica alluvione del 1951, quando emerse la necessità di uniformare criteri e metodi di gestione delle acque per rendere organici ed omogenei gli interventi sul territorio per il servizio di piena). All’A.I.PO, sulla base di un accordo tra le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, sono attribuite funzioni di progettazione ed attuazione di opere, di polizia idraulica, di gestione del servizio di piena, di istruttoria per il rilascio dei provvedimenti di concessione per le pertinenze idrauliche demaniali e di monitoraggio idrografico.
Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici (APAT)
Istituita dal D.Lgs 300/99, nasce dalla fusione tra l'Agenzia nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ANPA) ed il Dipartimento per i Servizi tecnici nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri e svolge attività tecnico-scientifiche di interesse nazionale per la protezione dell'ambiente, per la tutela delle risorse idriche e per la difesa del suolo. L'APAT ha autonomia tecnico-scientifica e finanziaria ed è sottoposta ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ed al controllo della Corte dei Conti. L'APAT opera in base ad un programma triennale, aggiornato annualmente, che determina obiettivi, priorità e risorse, in attuazione delle direttive del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. Nei settori di propria competenza, l'APAT svolge attività di collaborazione, consulenza, servizio e supporto alle altre pubbliche Amministrazioni, definite con apposite convenzioni. La struttura dell'APAT si articola in Dipartimenti e Servizi interdipartimentali. Il Direttore Generale è responsabile dell'organizzazione dell'Agenzia, cura i rapporti con le istituzioni, in particolare con l'Agenzia Europea per l'Ambiente.
Agenzia Regionale per la Prevenzione e l'Ambiente dell'Emilia-Romagna (ARPA)
L'Agenzia Regionale per la Prevenzione e l'Ambiente dell'Emilia-Romagna (ARPA) è operativa da maggio 1996. I principali compiti attribuiti dalla legge istitutiva del 1995 e successive modifiche riguardano il monitoraggio delle diverse componenti ambientali, il controllo e la vigilanza del territorio e delle attività antropiche, attività di supporto nella valutazione dell'impatto ambientale di piani e progetti, la realizzazione e gestione del Sistema informativo regionale sull'ambiente. Di particolare interesse sono le serie di dati fisici, chimici e biologici che sono state raccolte negli ultimi anni presso le sedi provinciali dell’ARPA sui principali corpi d’acqua della Regione Emilia-Romagna.
Ambiti Territoriali Ottimali (ATO)
Gli ATO sono stati istituiti dalla Legge 36/94 e da successive leggi regionali, che ne hanno fissato i limiti geografici. Agli ATO è affidata la riorganizzazione su base locale del Servizio Idrico Integrato in materia di approvvigionamento, utilizzo e riciclo della risorsa acqua.
La normativa individua negli ATO le strutture di gestione che precedono la competenza comunale e demanda ad essi l'elaborazione del Piano d'Ambito, lo strumento attraverso il quale sono definiti gli obiettivi di miglioramento del servizio idrico, gli investimenti richiesti al loro raggiungimento, l'ottimizzazione del sistema tariffario, le politiche di gestione relative al risparmio, al riuso e alla destinazione di risorse più pregiate per gli usi potabili.
Autorità di Bacino
Le Autorità di bacino sono state istituite dalla Legge 183/89 con compiti di pianificazione e programmazione, nei bacini idrografici di pertinenza (Po, Adige, Arno, Tevere, Liri-Garigliano-Volturno, Serchio, ecc.), in materia di difesa dell’assetto idrogeologico e della rete idrografica, di tutela della qualità dei corpi idrici, di razionalizzazione dell’uso delle acque e di regolamentazione dell’uso del territorio. L’organo decisionale dell’Autorità di Bacino è il Comitato Istituzionale presieduto dal Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio. L'organo di consulenza a supporto al Comitato Istituzionale è il Comitato Tecnico, di cui fanno parte funzionari delle Amministrazioni statali e regionali, nonché esperti di vari settori disciplinari. Il Comitato Tecnico, che è presieduto dal Segretario generale, ha il compito di provvedere all’elaborazione del Piano di Bacino. A seguito del decreto delegato 152/06 l’architettura delle Autorità di Bacino è stata alterata e incentrata sul Comitato istituzionale, un organo politico che rappresenta Stato e Regioni. Di conseguenza all’Autorità di Bacino si affida il solo compito di garantire il coordinamento tra le concorrenti competenze in materia territoriale e il ruolo marginale di garante della leale cooperazione tra Stato e Regioni.
Comitato Nazionale per la lotta alla siccità e alla desertificazione
Istituito con DPCM nel 1997 presso il Ministero dell'Ambiente, questo Comitato coordina l'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta alla siccità e alla desertificazione nei Paesi gravemente colpiti, in particolare in Africa. L'Italia ed i Paesi del nord Mediterraneo che aderiscono alla convenzione costituiscono un gruppo regionale che si prefigge di individuare e attuare le politiche comuni di lotta alla desertificazione in ambito europeo. Il Comitato Nazionale nel 1999 ha approvato le linee guida di un piano d'azione nazionale per la lotta alla desertificazione. Nel piano è dato forte rilievo al tema di una gestione sostenibile delle risorse idriche, attraverso il controllo dei prelievi e degli scarichi, la riduzione degli sprechi, la razionalizzazione delle attività irrigue, il riutilizzo delle acque reflue in agricoltura e interventi di mitigazione degli effetti della siccità.
Comitato di Vigilanza sull’Uso delle Risorse Idriche (CO.VI.R.I.)
È stato istituito dalla Legge 36/94 al fine di garantire l'osservanza dei principi normativi che regolano il Servizio Idrico Integrato e la determinazione delle tariffe, attraverso una metodologia normalizzata. È organo istituzionale di riferimento degli utenti e riferisce al Parlamento con una relazione annuale. Per la sua operatività il Comitato si avvale di una Segreteria Tecnica e di un Osservatorio che svolge funzioni di raccolta, elaborazione e restituzione di dati statistici e conoscitivi.
Comuni
I comuni autorizzano gli scarichi in pubblica fognatura e attuano provvedimenti d’urgenza, inibitori e sanzionatori.
Consorzi di Bonifica
Hanno la competenza di realizzare e gestire le reti (particolare le reti irrigue) per il risanamento idraulico del territorio; hanno anche facoltà di gestire gli impianti per l’utilizzazione delle acque reflue depurate. Nell’Italia meridionale hanno operato per le dotazioni territoriali in materia di viabilità, acquedotti rurali, elettrificazione ed insediamenti civili. Di norma sono titolari della concessione di derivazione delle acque e, a seguito delle richieste degli utenti e delle esigenze derivanti dalle diverse colture agricole, realizzano il coordinamento dell’uso delle acque.
Ministeri
All’interno del Ministero dell’Ambiente (la denominazione aggiornata è: Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare) le competenze in materia di risorse idriche sono attribuite a diversi Servizi (Tutela delle Acque, Disciplina dei Rifiuti, Risanamento del Suolo e Prevenzione dell'Inquinamento di Natura Fisica). Il Ministero predispone e promuove studi e rilevamenti ed ogni due anni è tenuto a presentare al Parlamento una relazione sullo stato dell'ambiente. Il Ministero si avvale, per le informazioni sullo stato qualitativo dei corpi idrici, della rete SINA (Sistema Informativo Nazionale di monitoraggio Ambientale), costituita da centinaia di punti d’osservazione dislocati sul territorio nazionale. Funzioni e competenze di notevole rilievo istituzionale nella gestione dei corpi d’acqua e delle risorse idriche (in particolare in materia di difesa dalle piene, opere e manutenzioni idrauliche, reti infrastrutturali per l’irrigazione, gestione del servizio idrico integrato, ecc.) sono di pertinenza anche di altri ministeri, da quello delle Infrastrutture a quello delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Regioni
Le Regioni hanno il compito di redigere ed adottare i Piani di Tutela delle Acque, di divulgare informazioni sullo stato della qualità delle acque, di promuovere l’attiva partecipazione di tutte le parti coinvolte nell’attuazione della D.Lgs 152/99 e di definire i tempi di adeguamento alle prescrizioni contenute nelle normative vigenti. Hanno inoltre il compito di definire le procedure inerenti la competenza e la giurisdizione per le sanzioni amministrative. Altre importanti competenze regionali nel campo della gestione delle risorse idriche riguardano: la disciplina dei procedimenti per il rilascio delle concessioni alle derivazioni e, sentite le Autorità di Bacino, la regolazione dei prelievi delle acque sotterranee; la predisposizione di misure per la riduzione dei consumi e l’eliminazione degli sprechi; l’individuazione di norme volte a favorire il riciclo dell’acqua e il riutilizzo di acque reflue depurate; l’autorizzazione e la revisione dei limiti di emissione nell’ambito della disciplina degli scarichi; la delimitazione degli ATO. Alle Regioni è affidato anche il compito di formulare nuovi obiettivi di qualità ambientale e di aggiornare la classificazione di qualità delle acque, di sensibilità e vulnerabilità dei corpi idrici.
Province
Le Amministrazioni Provinciali partecipano al procedimento d’adozione dei Piani Regionali di Tutela delle Acque, autorizzano alcuni scarichi e adottano provvedimenti d’urgenza.
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale
Fa parte del Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali, posto alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le principali attività di competenza del Servizio sono l'acquisizione, l'analisi e la pubblicazione di dati idrologici e oceanografici e la gestione della rete di monitoraggio in tempo reale, per la previsione delle piene fluviali.

