Un futuro sostenibile

Il Progetto Strategico Speciale Valle del fiume Po

La consapevolezza dei valori ambientali, sociali e culturali presenti nella regione fluviale del Po ha spinto enti e comunità locali ad impegnarsi in azioni volte alla tutela del territorio e alla “riappropriazione della cultura del fiume”.
Il numero delle iniziative legate al Po e alla sua valorizzazione è cresciuto di anno in anno, a dimostrazione di un rinnovato interesse e di una nuova sensibilità da parte degli Enti, delle Associazioni e delle Comunità locali. Il patrimonio di studi, progetti e azioni che le amministrazioni hanno condotto e stanno conducendo, restituisce un quadro ricco ed articolato. Risultati concreti sono però raggiungibili solo promuovendo una politica integrata di intervento nel settore della difesa del suolo, della tutela delle risorse idriche e ambientali e della valorizzazione del territorio, superando le logiche di intervento settoriali e favorendo l’utilizzo coordinato, polifunzionale e sinergico dei diversi strumenti finanziari a disposizione.
Il cammino tracciato dall’Autorità di bacino e dalle 13 Province rivierasche del Po con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa per la tutela e la valorizzazione del territorio e la promozione della sicurezza delle popolazioni della Valle del Po (Mantova, 27 maggio 2005), si fonda sulla convinzione che, solo attraverso una maggiore integrazione e coordinamento tra i vari livelli istituzionali e tra le politiche settoriali e territoriali, si potrà favorire uno sviluppo sostenibile secondo i principi di responsabilità, sussidiarietà e cooperazione auspicati dal territorio.
Da queste consapevolezze - e dalla volontà di riportare il bacino del Po al centro delle politiche regionali, nazionali ed europee - nasce l'esigenza di definire un Programma organico per la valorizzazione del capitale umano, naturale e culturale delle terre del Po.
Il Progetto Strategico Speciale Valle del fiume Po rappresenta il primo passo di questo percorso in quanto si propone di sostenere il raggiungimento di obiettivi qualificanti per il miglioramento delle condizioni di sicurezza delle popolazioni insediate nella valle, la tutela delle fasce fluviali, il potenziamento della rete ecologica e la conservazione quali-quantitativa della risorsa idrica, promuovendo, al contempo, la fruizione delle risorse ambientali e storico-culturali e il turismo fluviale.
La strategia del Progetto si caratterizza per il suo carattere di integrazione territoriale – delle diverse scale di programmazione e di intervento - e settoriale/disciplinare – delle diverse dimensioni del sistema fluviale: idraulica, morfologica, ecologica, economico-sociale e culturale. Per il raggiungimento degli obiettivi del Progetto si prevede il rafforzamento di un sistema di governance multilivello adeguato rispetto alla scala fluviale, al fine di aumentare l’efficacia e l’efficienza degli interventi in modo stabile e duraturo.
La rilevanza di tutti gli elementi sopra evidenziati, sia a livello di bacino del fiume Po sia a livello nazionale, ha portato a destinare al Progetto una dotazione finanziaria di 180 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), nella Delibera del CIPE n. 166 del 21 dicembre 2007 di attuazione del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013. Il Progetto è stato approvato dal CIPE nella seduta del 2 aprile 2008.
Le Amministrazioni coinvolte sono: l’Autorità di bacino del fiume Po e le Province rivierasche del Po (Cuneo, Torino, Vercelli, Alessandria, Pavia, Lodi, Cremona, Mantova, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Ferrara, Rovigo), promotori del Progetto, le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna Veneto ed i Parchi fluviali dell’asta fluviale e del delta Po. Sono inoltre complessivamente interessati i territori di oltre 490 Comuni.
All’Autorità di bacino del fiume Po è attribuita la responsabilità attuativa del Progetto.
In attuazione della pianificazione di bacino e delle direttive comunitarie di settore (Direttiva 79/409/CEE “Uccelli”), Direttiva 92/43/CEE “Habitat”Direttiva 2000/60/CE “Acqua”, Direttiva 2007/60/CE “Alluvione”), il Progetto si prefigge quattro obiettivi specifici:

  1. migliorare le condizioni di sicurezza idraulica e recuperare gli spazi di mobilità del fiume nei territori di pianura;
  2. promuovere la conservazione dell'integrità ecologica della fascia fluviale e della risorsa idrica del Po;
  3. valorizzare il patrimonio naturale e culturale della regione fluviale, migliorando la fruibilità per la popolazione locale e per lo sviluppo del turismo sostenibile;
  4. rafforzare il sistema complessivo della governance del fiume Po, aumentare il livello di conoscenza e partecipazione al fine migliorare la capacità di programmazione e attuazione degli interventi, in ottica di sostenibilità.

In relazione al primo obiettivo di rafforzare la difesa del suolo, la prevenzione dei rischi naturali, nella porzione della pianura padana e la difesa dal sistema arginale del fiume Po, il Piano per l’Assetto Idrogeologico ha individuato le azioni di prevenzione, protezione e preparazione per la gestione del rischio alluvionale (oggetto anche della Direttiva europea 2007/60).
Per quanto riguarda la prevenzione, dal 1994 sono state introdotte limitazioni all’uso del suolo all’interno delle fasce fluviali del Po al fine di impedire l’aggravarsi delle condizioni di rischio idrogeologico e preservare e migliorare la capacità di laminazione delle piene.
A seguito degli eventi alluvionali del 1994 e 2000 sono stati finanziati gli interventi di adeguamento del sistema arginale presente. .Il sistema difensivo attuale fornisce condizioni di sicurezza coerenti con i livelli prescritti nella pianificazione di bacino; sono presenti tuttavia alcune situazioni di criticità a carattere locale, determinate dalla mancanza di argini e dalla presenza di differenze di quota fra una sponda e l’altra e fra tratti contigui. Obiettivo del Progetto è quello di intervenire e risolvere tali criticità.
La crescente artificializzazione dell’alveo, l’estrazione di ingenti quantitativi di materiale sedimentario hanno provocato in lunghi tratti del Po un abbassamento del fondo del fiume di alcuni metri, con un dissesto generalizzato delle opere per la navigazione, delle opere di presa e dei ponti. Il cambiamento della morfologia del fiume, legato alla maggiore profondità in molti tratti, favorisce anche rischi per la stabilità delle sponde e degli argini maestri presenti in prossimità del fiume Assai grave è anche il fenomeno di degrado della qualità ambientale determinato dalla disconnessione dell’alveo di piena ordinaria dalle piane golenali che ha comportato la scomparsa di aree di fondamentale valore ambientale (lanche, rami laterali, ecc.). Il Progetto si propone di affiancare l’azione normativa dell’Autorità di bacino relativa alla regolamentazione delle estrazioni (introdotta nel 1992) con interventi per riequilibrare il bilancio del trasporto solido e per ridurre la capacità erosiva della corrente del Po. Tali interventi, ricollegando l’alveo di piena con la piana golenale, permetteranno il ripristino di condizioni favorevoli allo sviluppo e alla conservazione degli ambienti ripariali, fondamentali per mantenere le funzionalità ecosistemiche del fiume.
Non meno importante è l’azione, in linea con le direttive europee, di rafforzamento della conoscenza necessaria per la gestione del rischio residuale di inondazione attraverso la mappatura del rischio residuale e la sensibilizzazione e l’informazione delle popolazioni.
Il secondo obiettivo del Progetto prevede azioni per il potenziamento della rete ecologica e per una migliore gestione della risorsa idrica, anche per usi ambientali. Lungo il corso del Po sono presenti numerosi siti SIC/ZPS che fanno parte della Rete europea Natura 2000. Tali aree richiedono particolari attenzioni e misure di tutela e conservazione, nel rispetto delle normative comunitarie e nazionali vigenti e sono strategiche ai fini del raggiungimento di qualità ambientale previsti dalla direttiva 2000/60/CE. Il Progetto si pone l’obiettivo, in via prioritaria, di promuovere il completamento e il coordinamento dei piani di gestione delle aree Natura 2000 in un’ottica di scala di asta fluviale. Sono previsti, inoltre, interventi di conservazione e ripristino della biodiversità.
In relazione alla risorsa idrica, il Progetto si pone l’obiettivo di rafforzare l’azione conoscitiva, di monitoraggio e di governance necessaria per affrontare i problemi posti da un lato dalla diminuzione della disponibilità idrica (apporti meteorici), che a partire dal 2003 caratterizza in modo acuto il bacino del Po - anche in relazione ai cambiamenti climatici - e dall’altro dal sovrasfruttamento delle acque per usi antropici.
Si affronta anche il problema dell’ingressione del cuneo salino nella parte terminale del fiume (delta del Po), aggravatosi a causa della riduzione rilevante della portata di magra estiva del fiume.
Il terzo obiettivo si concentra sulle potenzialità del patrimonio naturale, culturale e identitario, presente nella regione fluviale, e prevede azioni per il miglioramento della qualità della vita delle popolazioni locali e dell’attrattività territoriale e per lo sviluppo di attività economiche eco-compatibili e di turismo sostenibile.
Il perseguimento di tale obiettivo, oltre a rispondere ad esigenze ampiamente manifestate dalle comunità locali, che in modo crescente desiderano “riscoprire il Po”, qualifica la strategia complessiva del Progetto, promuovendo una visione del fiume quale risorsa da valorizzare e non quale elemento fisico del territorio da cui difendersi o da subire come un vincolo allo sviluppo.
I tre obiettivi qualificanti del Progetto sono integrati da un obiettivo trasversale e complementare che riguarda il rafforzamento della governance del sistema fluviale. La frammentazione delle competenze tra livelli di governo e la complessità delle procedure di dialogo tra i diversi attori, implicano la necessità di comportamenti cooperativi per il raggiungimento di risultati apprezzabili. La stessa elaborazione del Progetto, condivisa tra i livelli di governo locali, regionali e nazionale, rappresenta un importante passo in avanti nella direzione del rafforzamento del sistema della governance.
La frammentazione amministrativa e l’insufficiente propensione alla cooperazione orizzontale comportano una eccessiva debolezza del livello locale rispetto alle questioni fluviali, sia per problemi legati all’assetto istituzionale, sia per carenza di competenze tecniche e insufficiente livello di conoscenze avanzate. L’obiettivo promuove quindi il rafforzamento delle competenze e delle conoscenze a livello locale in attuazione del principio di sussidiarietà e la diffusione della cooperazione istituzionale orizzontale e verticale.
In particolare con l’azione denominata “Partecipare il Po”, oggetto di uno specifico accordo istituzionale tra l’Autorità di bacino del fiume Po, la Consulta delle Province e il CIDIEP, si intende realizzare uno strumento di supporto al PSS Valle del fiume Po strutturato in:

  • la realizzazione di percorsi e strumenti educativi-formativi, in collaborazione con i soggetti competenti per l’educazione ambientale, finalizzati alla sensibilizzazione, non solo della popolazione in età scolare, ma dell’intera società civile sui temi portanti del PSS, gettando le basi per una conoscenza a tutto tondo del sistema Po che possa, ne medio-lungo periodo, tradursi in scelte partecipate e responsabili;
  • un piano di comunicazione che permetta una capillare diffusione della conoscenza delle linee d’azione del Progetto;
  • un “Centro InfoPo”, un centro di informazione dedicato in grado di coordinare le attività di comunicazione e dall’altro di rispondere in maniera precisa e puntuale alle diverse istanze formulate dai diversi attori sociali presenti sul territorio.

Per quanto sopradescritto, si ritiene che il finanziamento del Progetto Strategico Speciale Valle del fiume Po con il FAS costituisca  il volano per l’avvio nel territorio del più grande fiume italiano di una politica integrata di intervento nel settore della difesa del suolo, della tutela delle risorse idriche e ambientali e della valorizzazione del territorio. La sua efficace attuazione contribuirà al raggiungimento degli obiettivi del QSN 2007-2013 e di quelli di importanti politiche ambientali europee (, e rappresenterà pertanto un risultato importante non solo per l’Italia, ma anche per l’Europa.

Maggiori informazioni sono consultabili sul sito web dell’Autorità di bacino del fiume Po all’indirizzo www.adbpo.it


Francesco Puma
Autorità di bacino del fiume Po